Orto sinergico, tutori permanenti

L’orto sinergico : sostegni e pacciamatura

In questa 3^ parte,  parliamo di ciò che è previsto e caratterizza un orto sinergico : l’uso di tutori e sostegni permanenti e la pacciamatura.

I sostegni offrono una guida, stagione dopo stagione, a tutte le piante che ne hanno bisogno per crescere in altezza. Una volta installati, restano parte dell’impianto dell’orto e non richiedono nuovo lavoro ogni anno, se non per accompagnare e ancorare le piante alla struttura già esistente. Viene realizzata quando è terminata la preparazione dei bancali, prima di iniziare la coltivazione.

Orto sinergico, tutori permanenti

Orto sinergico, tutori permanenti

Normalmente, per creare questi tutori, si utilizzano dei tondini di ferro (quelli utilizzati in edilizia) dello spessore di circa 10 mm e della lunghezza di 6 mt circa, che vengono incurvati e conficcati ai lati dei bancali. L’altezza ottimale è di circa 2 mt rispetto alla zona di camminamento. Nei punti in cui i tondini si incrociano, vanno rinforzati legandoli con del filo di ferro per ancorarli e poi, utilizzando sempre del filo di ferro resistente, si uniscono gli archi tra loro a diverse altezze e possiamo anche far scendere dei pezzi di corda che pendono sul bancale; questo serve per dare una guida alle rampicanti (fagioli, piselli….).

L’utilizzo dei tondini però può dare dei “problemi” : difficoltà nel reperire i tondini e nel loro trasporto (pensate di trasportare 6 mt di pezzi di ferro su una utilitaria….), difficoltà nel piegarli e modellarli, surriscaldamento dei tondini nei periodi estivi che possono nuocere anche alle piante…

Una valida alternativa è quella di utilizzare canne di bambù o di legno. In questo caso i nostri tutori andranno messi a V capovolta (tipo fare una capanna…) legando tra loro il vertice e inserendo una piccola asta, sempre di legno, ad una altezza intermedia (uscirà una “A”) e faremo questa struttura ogni 1,5 mt circa. Per rendere poi la struttura più stabile, potremo fissare i vertici con delle aste (o una unica…) e inseriremo anche altri legni, paralleli al terreno, che andranno ad appoggiarsi alle aste poste a mezza altezza fissandole sempre con filo di ferro o spago resistente.

Una volta creata la struttura, andremo a posizionare l’altra particolarità dell’ orto sinergico : la pacciamatura !

L’utilizzo di questa è quello di ricreare le condizioni che si ritroverebbero in natura, in un suolo selvaggio. Per “pacciamatura” si intende uno strato di copertura, in materiali naturali, che ricoprono completamente sia i bancali che i camminamenti e che ricoprirà completamente il suolo lasciando fuoriuscire solo le piante.

I vantaggi che offre la pacciamatura sono molteplici :

– protegge il suolo da compattamento e dilavamento conseguente alle piogge

– mantiene il suolo umido, consentendo un risparmio dell’acqua e evitando l’evaporazione, la secchezza e l’ inaridimento del suolo per effetto del sole e del vento.

– facilita la colonizzazione e lo sviluppo di lombrichi, della microfauna e dei micro organismi in generale nello strato superficiale del terreno.

– protegge il terreno dalle gelate e attenua gli sbalzi termici.

– preserva l’humus sottostante e nutre il suolo in seguito alla decomposizione della pacciamatura stessa.

– controlla la diffusione delle piante infestanti.

L’effetto della pacciamatura sarà quello di “imitare” il manto di foglie ed erbe che copre i terreni allo stato naturale.

Il materiale più utilizzato per la pacciamatura è la paglia che, oltre a coprire il terreno, attraverso la sua decomposizione favorirà lo sviluppo di miceli che proteggeranno le piante coltivate e favorirà lo sviluppo di batteri benefici per gli ortaggi. Se la paglia viene acquistata sotto forma di balle pressate e legate, sarà bene, prima del suo utilizzo, di distribuirla sul terreno in modo da aprirla, smuoverla ed arearla : eviteremo così un manto troppo compatto e termoisolante.

Si può pensare, per comodità o facilità di reperibilità, di utilizzare anche altri materiali come pacciamatura; si possono così utilizzare materiali, sempre biodegradabili, quali foglie, residui vegetali di altre piante erbacee (senza semi), residui di potatura e rami tritati, corteccia….

Per i camminamenti si può utilizzare anche della segatura, purchè provenga da legno non trattato o incollato.

Qualcuno utilizza anche carta fatta a pezzi (“dovrebbe” essere priva di piombo visto che in Europa è proibito l’impiego di piombo nell’inchiostro…) oppure di cartoni da imballaggio (non stampati o colorati…) da utilizzare sempre sui camminamenti (meno “valida” per i bancali….).

Tra le foglie, vi consigliamo di evitare quelle di  eucalipto (presenza di oli essenziali elevati…) e di aghi di conifere (in quanto acidi…) se non mischiati, in piccole quantità, con altri materiali. Anche le foglie di castagni, noci, querce e rovere vanno sempre utilizzati con altri materiali ed in piccole quantità.

Ricordatevi di coprire con la pacciamatura anche i camminamenti, per evitare che i bancali perdano umidità dai lati e per evitare fango quando piove !

Quando il nostro orto sarà attivo, potremo rimuovere eventuali piante spontanee troppo invadenti che potrebbero crescere sui bancali, farle seccare e riutilizzarle per la pacciamatura se ci saranno punti in cui sarà carente o in parte decomposta.

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