LA CORSA E LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO

Iniziamo a trattare lo sport ed in particolare la corsa, bellissima attività fisica che ho praticato a livello agonistico per molti anni ed ora “cerco” di continuare a praticare regolarmente ..

Cosa ci spinge a “soffrire” ogni giorno? cosa ci spinge a cercare i nostri limiti? Sono domande che mi sono posto infinite volte (ed ho dato altrettante risposte) o che ho sentito da amici e compagni di corse in tutti questi anni…

io provo a dare la mia versione e “mi permetto” anche dare alcuni consigli riguardo la prevenzione de problema che , in questa stagione, può fermarci o rallentare i nostri allenamenti : le malattie da raffreddamento.

Perché si corre? Cosa spinge l’essere umano a sottoporsi, a volte, ad allenamenti estenuanti per superare o sfidare l’amico – avversario?

Sentendo i pareri di molti “compagni di fatica” le risposte sono abbastanza coerenti :

mentre corri ti senti vivo, senti che il corpo funziona: perché nei periodi in cui corri avverti benessere generale e un’efficienza che prima, quando non facevi attività fisica, neanche sognavi; perché ti senti leggero, con la mente più sveglia e l’umore più allegro e sereno.

La corsa da sensazioni molto piacevoli.

Fisiologicamente, l’apparato più utilizzato (e usurato) è il locomotore ,cioè l’insieme di muscoli,ossa, tendini, articolazioni che costituisce circa il 70% dell’intera massa corporea.

Se l’uomo non si muove va incontro a un peggioramento delle sue condizioni di efficienza. Tale peggioramento si evidenzia ancor più nelle persone che vengono tenute a letto alcune settimane consecutive o chi a letto è obbligato a starci perché ammalato.

Ma un deterioramento dell’efficienza muscolare si verifica anche in tutti coloro i quali usano troppo poco i loro muscoli ; tale deterioramento può essere così lentoe impercettibile che chi lo subisce può ritenerlo una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento.

Si va incontro a una “malattia ipocinetica” cioè dovuta al poco movimento. Significa che alcuni organi e apparati invecchiano precocemente: i muscoli diventano flaccidi e deboli; le ossa diventano fragili; le articolazioni meno mobili, con la cartilagine più sottile; la coordinazione diminuisce.

Ben più gravi sono gli effetti che si determinano in altre parti dell’organismo; il sedentarismo porta ad obesità, diabete, alcune malattie dell’apparato cardiocircolatorio, certe forme di arteriopatie obliteranti e di flebotrombosi, ma soprattutto all’arteriosclerosi, cioè all’indurimento, ispessimento e perdita di elasticità delle arterie ; a seconda di quali arterie sono colpite, ci possono essere manifestazioni a carico del cuore, dei reni, del cervello e così via.

Nel cuore, in particolare, per effetto della ridotta attività fisica, può esservi non soltanto un’arteriosclerosi delle arterie che lo riforniscono di sangue e quindi ossigeno, ma anche una degenerazione, una necrosi e una fibrosi delle fibre muscolari.

Si può dire che l’allenamento fisico può far si che nel muscolo del cuore si allarghino i vasi che esistono già, si aprano nuovi vasi sanguigni e si sviluppino le cosiddette anastomosi, grazie alle quali un dato territorio non viene irrorato da un solo vaso, ma almeno da due: se quindi si verifica un’ostruzione in un vaso, nel territorio che dovrebbe venire rifornito da esso, non si ha carenza di ossigeno, dato che può arrivare sangue attraverso un’altra via.

Molto sinteticamente si può dire che quello checonta non è certamente fare sport una volta ogni tanto, ma il farlo d’abitudine.

I benefici per il corpo sono anche altri (stando ai commenti della gente) :

la fatica è una “fatica positiva” , si migliorano le funzioni dell’apparato digerente, ci si ammala molto meno di prima, si hanno benefici per la mente (dona serenità, equilibrio, stabilità emotiva), si ha una maggior “energia mentale” .

Certamente vi è anche il rovescio della medaglia ecioè le problematiche a cui si va incontro con l’attività fisica.

Si parla in questi casi di dolore ai fianchi (mal di fegato o milza), vesciche, distorsioni o problemi muscolo scheletrici in particolare all’avampiede, al tendine d’achille e ai tibiali, ma soprattutto alle malattie delle prime vie aeree sollecitate soprattutto durante la preparazione invernale.

Mentre per prevenire i disturbi muscolo scheletrici, ci si basa principalmente su esercizi mirati di stretching , posture, plantari o esercizi di potenziamento muscolare, per le malattie da raffreddamento la prevenzione è l’arma principale !.

La prevenzione è la miglior difesa, non sempre dobbiamo ricorrere alle medicine, ma possiamo provare rimedi alternativi e naturali come le piante.images

Alcune di esse, infatti, hanno proprietà utilissime per combattere le SINDROMI DA RAFFREDDAMENTO e accelerare la guarigione, senza riempirsi lo stomaco di inutili pillole.

Fra le erbe più utilizzate e conosciute , abbiamo le seguenti :

ECHINACEA , pianta dal forte potere antibiotico che sipremura anche di alzare le difese immunitarie indebolite, migliorando i tempi di guarigione.

Lo SHIITAKE, più propriamente un fungo che una pianta, è un ottimo alleato contro raffreddori e influenza : stimola il sistema immunitario.

Il REISHI è un altro fungo di origine cinese che ha dimostrato di possedere proprietà simili a quelle dello shiitake e che aiuta il sistema immunitario, dona sollievo in caso di asma e bronchite e favorisce la difesa dell’organismo contro i virus stagionali.

Esistono poi altre piante officinali molto potenti per ilsistema immunitario e malattie da raffreddamento che possono essere utilizzate ; ricordiamo tra queste :

AGLIO – ASTRAGALO – EUPATORIO – ELICRISO – ACEROLA – RIBES NEGRUM – UNCARIA TUMENTOSA – ROSA CANINA…….

Lo scopo del nostro progetto è quindi quello di POTENZIARE IL SISTEMA IMMUNITARIO CONTRO LEMALATTIE DA RAFFREDDAMENTO (principalmente) in modo da poter dare la possibilità all’atleta, che deve svolgere il proprio programma d’allenamento all’aperto ( e quindi più soggetto a intemperie, freddo, umidità….), maggior protezione contro i possibili “intoppi” provocati da questi acciacchi invernali.

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