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L’ orto sinergico – 1^ parte –

La maggior parte delle persone cresce in città dove è molto difficile provare la bellezza di andare nel proprio orto, raccogliere e gustare i fantastici prodotti che ci può regalare la natura se trattata con rispetto !

Il lavoro del “contadino” risale a tempi antichissimi che, con il passare del tempo, si è trasformato, adeguato ai ritmi e alla tecnologia dei giorni nostri. Questo ha sicuramente portato sollievo a quelle persone che hanno appezzamenti molto grandi, ma hanno anche fatto perdere, secondo noi, il vero contatto con la natura,  per intenderci quello che avevano i nostri nonni, capaci di “attendere” e vivere con i ritmi e le coltivazioni della stagione.

Già, ogni stagione e ogni zona climatica ha i suoi prodotti, mentre oramai siamo abituati, e pensiamo sia la normalità, a trovare ogni prodotto tutto l’anno.

Creando il nostro piccolo orto, che sia un pezzo di terreno o che sia su un balcone, avremo la possibilità di vedere il “miracolo” della natura : la nascita, la crescita e la possibilità di assaporare i prodotti (e noterete una diversità di gusto notevole…) !

Iniziamo a “cercare” di dare consigli ed indicazioni sulla creazione di un orto sinergico, cioè un orto che richiede un lavoro iniziale ma che permetterà in futuro di ridurre moltissimo (se non del tutto…) le lavorazioni e la manutenzione del terreno. Il bello sarà mettere le mani nella terra, sperimentare e fare di testa propria (non esiste un metodo preciso ed unico…) anche sbagliando; ogni terreno, ogni esposizione, ogni stagione sono diversi ed è impossibile applicare un unico schema : ognuno dovrà trovare il proprio metodo !

L’ agricoltura sinergica, ponendo attenzione all’osservazione dei processi naturali, intende ricreare nell’orto i rapporti di reciprocità e le dinamiche tipiche di un suolo “selvaggio”, in cui la terra è fertile, sana e rigogliosa grazie all’interazione tra piante, fauna, microfauna, micro organismi, batteri, funghi, lombrichi. Diventa così una “agricoltura consapevole” che si basa su alcuni principi : evitare di arare, rivoltare e compattare il terreno, per consentire al suolo di “lavorarsi” da solo; tenere la superficie del suolo sempre protetta con una copertura organica permanente, che ne garantirà anche il nutrimento; non usare nessun tipo di fertilizzante e antiparassitario; coltivare le specie annuali in associazione a colture complementari. Cerchiamo di “IMITARE” la natura !!

Si tratta di ristabilire le relazioni tra suolo, piante, fauna, micro organismi ed elementi nutritivi, che in natura vivono in un equilibrio perfetto grazie alla reciproca interazione. Tutto ciò crea un “organismo” unico, in cui i processi di ciascuno (nascita, crescita, riproduzione e perfino morte) si avvicendano in maniera durevole e si bilanciano con gli altri.

Gli elementi nutritivi utili alle piante provengono per il 95% dal sole, dai gas atmosferici e dall’acqua. Solo il 5% è attinto dal suolo, ma anche questa piccola percentuale è composta per metà da azoto, che può essere riottenuto liberamente dall’atmosfera attraverso piante azoto-fissatrici come le leguminose.

Le piante contribuiscono a mantenere il suolo fertile attraverso i propri essudati radicali, i residui organici che rilasciano e la loro attività chimica.

Preparazione del terreno

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Con l’arrivo della primavera, iniziano i primi lavori per la preparazione del terreno alle nostre coltivazioni. Se il terreno era incolto, sarà sufficiente un buon lavoro di pulizia dalle piante spontanee che avranno colonizzato tutta l’area interessata. Dovremo servirci della zappa per smuovere per la prima e ultima volta il terreno : puliremo bene dalle radici presenti e da eventuali sassi o rifiuti.

Se usiamo un terreno già coltivato bisognerà valutare se sono stati usati prodotti chimici, dovremo far precedere la coltivazioni dei nostri ortaggi da una o più coltivazioni di piante “pulitrici”, non destinate all’alimentazione (tipo senape, cicoria e trifoglio) che assorbiranno le sostanze residue presenti nel suolo.

L’ attrezzatura

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Fa ridere, ma avere un elenco dell’attrezzatura necessaria è fondamentale perché provate a trovarvi sul campo pronti a cominciare e accorgervi che manca qualcosa, tipo i guanti… Possiamo fare delle distinzioni :

attrezzatura di base : ciò che è assolutamente necessario – zappa, vanga, rastrello, forcone per la paglia, set attrezzi per semina (vanghetta,zappetta,rastrellino,punteruolo), guanti, paglia, stivali di gomma o altra calzatura comoda, cesoie, tronchesini, forbici.

attrezzatura di suporto : comprende accessori  che potrebbero facilitare le cose – filo di ferro, fascette, spago, martello, chiodi, pinza, canne di bambù o altri sostegni per piante.

attrezzatura per la recinzione : necessaria se lo spazio scelto non è già recintato – rete per la recinzione o pallet o altro materiale di recupero, picchetti o altro materiale di recupero (aste di legno, canne di bambù, tondini per l’edilizia…)

attrezzatura per l’irrigazione : nel nostro caso si parla di irrigazione a goccia – tubo collettore, rubinetti, manichette forate (o da forare), giunzioni a T, tappi per le estremità dei tubi (o ripiegare il tubo su se stesso e bloccarlo con fil di ferro), picchetti per fissare i tubi a terra (materiale da riciclo…)

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