gastrite

GASTRITE : cos’è e come comportarsi

gastrite

Facendo riferimento all’articolo scritto dagli amici di La Cucina Verde, che trovate qui :

http://www.lacucinaverde.it/digestione-gastrite-e-reflusso/

riguardo la gastrite e i rimedi alimentari e macrobiotici che si possono assumere, vogliamo approfondire l’argomento in ambito naturopatico, dove verrà affrontato (in maniera “leggera”) questo argomento, collegato anche con l’iridologia, la reflessologia plantare, la cromoterapia, etc.

La  gastrite è un  disturbo a riconosciuta base psicosomatica, tanto diffuso quanto fastidioso. Iniziamo fornendone una definizione , che forse non collimerà con quanto comunemente s’intende con questo termine. Distingueremo, infatti, tra alterazioni funzionali e lesioni organiche a carico delle pareti dello stomaco, il principale organo (viscere, per la MTC) chiamato in causa in questa patologia, di cui affronteremo anche le varie implicazioni a livello energetico e psicoemozionale. Lo stomaco è deputato ad accogliere il cibo che ci proviene dall ‘ambiente, per poi elaborarlo a nostro favore. Quanto siamo in grado di accogliere il “nutrimento”, nelle sue più svariate forme che la vita ci offre? Quanto sappiamo invece rifiutare, in piena autonomia, un “cibo “(situazione, emozione, pensiero) che non ci è consono e riconoscere il più idoneo? Con tutto ciò e altro ci confronteremo, per prevenire o affrontare al meglio questo disagio.

Le patologie dello stomaco sono molto diffuse, dalla semplice e più comune dispepsia, fino alle gastriti e all’ulcera peptica. La dispepsia è un ‘alterazione funzionale della normale attività secretiva e della motilità dello stomaco che produce disturbi digestivi. Si distingue una forma iperstenica e una ipostenica. Nel primo caso l’attività motoria e secretiva dello stomaco è superiore alla norma. Il soggetto, oltre a presentare uno stato generalizzato di ansia, lamenta frequentemente dolore in epigastrio (zona stomaco) e bruciore, sintomi che migliorano con l ‘assunzione di cibo. Nel secondo caso l ‘attività motoria e secretiva dello stomaco è inferiore alla norma.Non vi è dolore, ma pesantezza, digestione lunga e difficile, gonfiore, sonnolenza dopo i pasti , cattivo sapore in bocca per la prolungata presenza di cibo nello stomaco che crea fermentazioni e gas. Talora si associano nausea, vomito, rigurgito acido. Quest’ultimo tipo di dispepsia si accompagna abbastanza frequentemente a stati depressivi e procede a fasi alterne nel tempo; comunque non vi è lesione di organo. 

La  gastrite è un processo infiammatorio della mucosa dello stomaco e può presentarsi in forma acuta o cronica. La forma acuta più importante è la gastrite erosiva o emorragica. In questo caso, la mucosa presenta segni di infiammazione acuta ed erosioni multiple che possono anche sanguinare. La differenza, rispetto all’ulcera, è che queste erosioni non si estendono in profondità, non intaccano lo strato muscolare della parete dello stomaco, e possono rimarginarsi rapidamente senza lasciare traccia, oppure possono evolvere in ulcere. Le possibili cause sono: farmaci antinfiammatori non steroidei, acido acetil salicilico (aspirina), alcool, che esercita un’azione erosiva diretta sulla mucosa, caffè, poiché la caffeina incrementa la produzione di acido da parte della mucosa, fumo di sigaretta, in quanto la nicotina esercita un’azione lesiva sull’epitelio. Altri fattori possono essere: gravi malattie polmonari, renali, epatiche, ustioni, shock, sepsi.

I  sintomi sono rappresentati da dolori allo stomaco che insorgono specialmente lontano dai pasti, quando l’acido cloridrico prodotto dallo stomaco per la digestione non è mescolato agli alimenti, o dopo l’ingestione di sostanze irritanti. Cessato l’effetto della causa lesiva, le erosioni rimarginano completamente. Le gastriti croniche, molto meno frequenti, presentano sintomatologia subdola e origine non molto chiara: si pensa a fenomeni autoimmuni, a infezioni da Helicobacterpylori ecc. Le erosioni della mucosa possono evolvere in ulcera peptica qualora le cause siano persistenti.

Nell’insorgenza dell’ulcera è coinvolta una pluralità di fattori, ciascuno dei quali, di per sé, non sembrerebbe sufficiente a scatenare il processo patologico ; probabilmente è l’azione concomitante e sinergica di più fattori che provoca le lesioni su un terreno già costituzionalmente predisposto e in un quadro di tensioni psichiche e fattori stressanti .

Una continua tensione emotiva incrementa oltre misura la secrezione acida, situazione cui si aggiungono uno stile di vita e abitudini alimentari che favoriscono l’insorgere della malattia. Si raccomanda un’attenzione particolare al fumo, in quanto la nicotina, inibendo la produzione di secretina (un ormone intestinale che stimola il pancreas alla secrezione nel duodeno di bicarbonati, che neutralizzano l’acidità del chimo che vi giunge dallo stomaco), favorisce l’instaurarsi di lesioni nella mucosa del duodeno per l’eccessiva acidità. Anche il caffè, in quanto la caffeina stimola la secrezione acida gastrica, è da evitarsi, così come le spezie molto piccanti. Osservazioni effettuate su popolazioni che tradizionalmente usano forti quantità di spezie piccanti hanno evidenziato un’incidenza dell’ulcera peptica di molto superiore alla media. Al contrario, sembra che popolazioni la cui dieta è ricca di fibre vegetali siano meno colpite dalla malattia. Anche il consumo di alcool merita attenzione. Infine, fattori importanti da considerare sono i farmaci, in particolare acido acetilsalicilico (aspirina), antinfiammatori non steroidei, cortisonici, alcuni antibiotici.

In passato si è data grande importanza alla secrezione acida dello stomaco come causa primitiva dell’ulcera peptica, oggi si dà molta importanza anche al batterio Helicobacter pylori, per cui la medicina allopatica consiglia antibiotici. Si ritiene che un basso contenuto di antiossidanti nella mucosa gastrointestinale e alterazioni della flora predispongano alla colonizzazione da parte di questo germe. Per tutte queste ragioni è fondamentale un’alimentazione sana come prevenzione e cura delle patologie dello stomaco.

L’ ALIMENTAZIONE CONSIGLIATA

Prove cliniche e sperimentali considerano di primaria importanza, rispetto all’ulcera peptica, le allergie alimentari. In uno studio si evidenzia che il 98% dei pazienti con un’evidenza radiologica di ulcera peptica soffriva al tempo stesso di una patologia respiratoria di tipo allergico. Dal punto di vista clinico, l’eliminazione dei cibi a cui i soggetti erano allergici è stata utilizzata con successo nel trattamento e nella prevenzione di ulcere ricorrenti.

Molte persone che soffrono di gastrite o di ulcera si curano da sole bevendo latte, che è un alimento altamente allergenico. Il latte invece va evitato in tutti i soggetti che soffrono di ulcera peptica. Alcuni studi mostrano che più alto è il consumo di latte, maggiore è la probabilità di ulcera, in quanto il latte aumenta significativamente la produzione acida gastrica. È bene anche evitare il pomodoro, che acidifica la bile che, a sua volta, non neutralizza sufficientemente il pH acido a livello duodenale. Un ‘alimentazione ricca di fibre riduce le ulcere peptiche, e nei soggetti da poco guariti da ulcera duodenale, riduce le recidive della metà. Questo dipende dalla capacità delle fibre di ritardare lo svuotamento gastrico. Sarà quindi importante consumare quotidianamente sostanze vegetali: cereali integrali o semintegrali e verdure. In particolare, è ben documentato che il succo di cavolo crudo è molto efficace nel trattamento di gastriti e dell’ulcera peptica, come risulta da uno studio effettuato dal dottor Gamett Cheney della Stanford University. Egli ha dimostrato che un litro al giorno di succo fresco, in dosi frazionate, ha un effetto terapeutico in una decina di giorni. Responsabile di tale efficacia è l ‘alto contenuto di glutamina del succo. Un’altra ottima ricetta del dottor Cheney è la seguente: centrifugato fresco a base di una tazza di cavolo verde (è il migliore, ma va bene anche quello rosso), 4 coste di sedano, 2 carote.

Gli alimenti freschi sono importanti per il loro contenuto in vitamine e per il maggior apporto di energia vitale. Le vitamine A ed E inibiscono lo sviluppo di gastriti e ulcere da stress e sono importanti per mantenere l ‘integrità della barriera mucosa; inoltre, come antiossidanti , prevengono l’attecchimento di germi patogeni. La vitamina A è contenuta nel cavolo, nelle carote, nei broccoli, nella zucca, nel melone, nelle albicocche. La vitamina E si può assumere attraverso l’olio di germe di grano, il germe di grano essiccato, i semi (sesamo, girasole, ecc). Questi sono molto ricchi di zinco che incrementa la produzione di mucina.

È bene limitare l’apporto di proteine, in particolare di tipo animale, in quanto stimolano eccessivamente la secrezione gastrica. Le proteine animali, infatti, per essere digerite, hanno bisogno di un pH più acido rispetto a quelle vegetali. Per l’equilibrio della flora gastrointestinale è consigliabile inserire nella dieta il miso. alimento curativo, leggermente salato, a base di soia e di un cereale fermentato, che è, tra l’altro, un ottimo condimento per zuppe e minestre.

L’umeboshi, prugna salata e fermentata, grande riequilibrante dello stomaco può essere aggiunta all’acqua di cottura di cereali e nelle zuppe; la purea di umebosbi può poi essere utilizzata per preparare delle buonissime salse da accompagnare alle verdure scottate (ottima mescolata con tahin, che è burro di sesamo). In qualsiasi patologia dello stomaco sarebbe importante utilizzare questo alimento curativo.

Le patologie dello stomaco possono trarre grande giovamento dall’utilizzo di fitocomplementi e oligoelementi. Le piante medicinali disponibili sono numerose ed efficaci come trattamento sintomatico, ma ancora più interessante è la loro azione di terreno, quindi di riequilibrio delle tendenze costituzionali. Per questo tipo di lavoro le stesse piante vanno utilizzate a dosaggi più bassi e per un tempo più lungo, in particolare sono utili i macerati glicerici (MG) e gli oligoelementi.

Manganese (Mn)

È indicato nei disturbi gastrici con iperacidità e bruciori di stomaco in soggetti nervosi e iperattivi.

Manganese-Cobalto (Mn-Co)

È l’oligoelemento della diatesi distonica. Questa è caratterizzata da stanchezza progressiva durante la giornata, avvertita particolarmente alle gambe. Il sonno, difficoltoso, può essere interrotto da frequenti risvegli. Tipica è l’ansietà cronica, l’iperemotività, che a volte è accompagnata da tendenze depressive, pianto immotivato, tendenza a ingigantire gli avvenimenti, talora panico e fobie. Si può inoltre soffrire di perdita di memoria passeggera. A livello gastrico possono essere presenti digestione difficile, dolori gastrici prima dei pasti, gastrite, ulcera gastrica e duodenale.

Bromo (Br)

È utile nei casi di forte distonia neurovegetativa con tensione e dispepsia.

Fico MG

Ha proprietà antidistonica, antispasmodica e sedativa del sistema nervoso vegetativo, con particolare tropismo per l’asse cortico-ipofisario-ipotalamico, regola le turbe distoniche della motilità gastroduodenale, corregge le somatizzazioni a livello del tubo digerente.

Ontano nero MG

Ha proprietà antinfiammatorie sulle mucose digestive, stimola la corteccia surrenale e migliora l’umore. Si utilizza nell’ulcera gastroduodenale abbinato a Fico MG e talora a Mirtillo nero MG.

Ribes nero MG

Ha un’azione antinfiammatoria in presenza di tendenze ulcerose.

Ligustro MG

Ripara le mucose.

Camomilla TM

Ha un’azione antinfiammatoria , spasmolitica e sedativa. Per la sua azione sul digerente è particolarmente utile in caso di dispepsia iperstenica, gastrite, ulcera.

Melissa TM

Ha un effetto sedativo, spasmolitico, antinausea, utile nelle dispepsie ipersteni che, migliora lo stato psico-nervoso che spesso accompagna i disturbi digestivi.

Passiflora TM

Ha un effetto sedativo e spasmolitico in caso di eccessiva contrattilità gastrica, nelle dispepsie ipersteniche.

Peonia TM

È utile per gli spasmi gastrici in presenza di iperacidità.

Achillea TM

Per spasmi gastrici associati a ristagno biliare.

Zenzero TM

Ha un’azione antinfiammatoria gastrica e antinausea.

Trifoglio fibrino TM

Ha un’azione regolarizzante delle secrezioni gastriche, digestivo, antinfiammatorio.

Angelica arcangelica TM

Riduce lo spasmo della muscolatura gastrica, riduce il gonfiore gastrico, stimo la la digestione nelle dispepsie iposteniche.

Genziana TM

Stimola la secrezione gastrica e la secrezione biliare, stimola l’appetito. utile nelle dispepsie ipotoniche e iposecretive.

Liquirizia EF o succo

Ha un’azione antinfiammatoria e spasmolitica sulle mucose gastrointestinali, inoltre ha un’azione cicatrizzante. É controindicata nei cardiopatici, nei soggetti con importanti patologie renali ed epatiche, ipertensione o turbe idroelettrolitiche, in coloro che assumono digitale o diuretici, perché provoca ipopotassiemia. Non è indicata per lunghi trattamenti .

Propolis ES

Ha un’azione cicatrizzante, pertanto è utile in caso di ulcera.

Malva e Altea

Macerato a freddo. Sono piante che producono mucillagini con effetto protettivo sulla mucosa gastrica e svolgono azione antinfiammatoria e cicatrizzante in caso di ulcera peptica.

Camomilla infuso

Si prepara mettendo 3 cucchiaini da caffè di capolini di camomilla in 150 ml di acqua bollente e lasciandoli in infusione per 15 minuti. Ha un’azione antinfiammatoria, spasmolitica, sedativa e cicatrizzante in caso di ulcera. É bene abbinarla ad altri rimedi.

Gli oli essenziali, di cui qui si consiglia l’utilizzo per via esterna, possono essere di grande aiuto nel trattamento di gastriti e disturbi digestivi.·

Camomilla blu

Ha effetto antinfiammatorio e sedativo, riduce gli spasmi della muscolatura gastrica e agisce a livello psichico. È utilizzato per la collera, il dolore interiore che non è stato smaltito (digerito) e l’impazienza, stati d’animo che possono causare disturbi gastrici, compresa la nausea. Infine, ha una proprietà che è mirabilmente descritta da Shakespeare nel suo Enrico IV: “Come la camomilla che più viene calpestata e più cresce”. Se avete ingoiato amarezza, se avete trattenuto a lungo la rabbia, la frustrazione, se per lungo tempo vi siete sentiti impotenti, in conflitto con ciò che era giusto fare, e vi siete sentiti calpestati nel vostro intimo più profondo provate l’olio essenziale di camomilla blu. Si diluisce in olio vettore al 2% e si massaggia la zona gastrica due volte al giorno.

Arancio amaro

Si può utilizzare come bagno aromatico miscelandone 2 gocce a un pugno di sale grosso, oppure utilizzando come vettore dell’acqua di fiori di arancio. Ha una forte azione calmante, dona equilibrio e fermezza, è di grande aiuto per i processi digestivi.

Melissa

Ha effetto spasmolitico. Aiuta in caso di crampi allo stomaco, gonfiori, difficoltà digestive. Il suo aroma puro e fresco scioglie la tensione muscolare e ridona pace alla mente, ci insegna a voltare pagina.

Angelica

Numerose leggende circondano questa pianta, tenuta in gran conto nell’antichità. Si narra che fu addirittura l’arcangelo Raffaele ad indicarla agli uomini. Sull’apparato digerente è molto efficace in caso di digestione lenta e difficile, per prevenire la formazione di gas intestinali. Tonifica tutto l’apparato digestivo ed esplica anche un ‘azione antinfiammatoria, ottima in caso di gastrite. Si utilizza sempre per via esterna in olio vettore al 3%, applicata e massaggiata sulla zona gastrica. Sulla mente, la sua origine “angelica” si dipana in tutta la sua intensità. Si dice che ognuno di noi abbia un angelo che l’aiuta nei momenti più difficili della vita, se lo si sa ascoltare. Ebbene, questa fragranza ne sarebbe l’espressione, aiutandoci a prendere decisioni nei momenti di confusione, quando l’agire sembra impossibile e scegliere improbabile. È una piccola voce che ci sussurra all’orecchio che possiamo trovare in noi stessi la forza per ancorarci, quando ci sentiamo disancorati; sicuri, quando ci sentiamo insicuri; forti e decisi nell’azione, quando siamo deboli e svuotati.

Tra le Essenze Floreali Australiane e i Fiori di Bach si consigliano:

Crowea

Ha come bersaglio elettivo lo stomaco, di cui riequilibra le funzioni. Sul piano psichico è per le persone che non si sentono a posto con se stesse, sono fuori centro. Aiuta nella preoccupazione costante e nell’angoscia, infatti è per coloro che sono sempre e comunque preoccupati per qualcosa, senza però avere paure specifiche.

Aspen

Per le patologie dello stomaco, per gli stati d’ansia e le paure senza una causa precisa.

Se prendiamo in esame delle considerazioni a livello psicosomatico, l’insieme delle patologie (funzionali, infiammatorie, neoplastiche) più comuni del tratto gastrointestinale superiore (reflusso gastroesofageo, esofagite, gastriti, ulcera peptica, reflusso duodeno-gastrico, neoplasie) presenta un comune riferimento dei sintomi alla zona topografica dell’epigastrio.

Questi sintomi includono: sensazione di disagio epigastrico, bruciore (pirosi), tensione (gonfiore), eruttazioni, senso di pienezza, nausea; tale complesso, non necessariamente espresso in maniera completa o contemporanea, viene compreso nel termine dispepsia. Nella maggior parte delle patologie accennate vengono invocati due aspetti fisiopatologici che coinvolgono da un lato le secrezioni della mucosa, dall ‘altro la motilità del tubo digerente. Nella patogenesi dell’ulcera peptica si fa tradizionalmente riferimento a un disequilibrio fra fattori aggressivi (secrezione cloridricopeptica) e difensivi (secrezione di muco) che, in condizioni ottimali, bilanciati opportunamente, garantirebbero l’assetto fisiologico dello stomaco. E se, per quanto riguarda lo sviluppo della malattia ulcerosa, il ruolo dell ‘Helicobcter pylori sembra essere in alcuni casi determinante, per quanto concerne la dispepsia non ulcerosa questa relazione è controversa . Nel 60% dei pazienti con dispepsia non ulcerosa si può avere una sottostante alterazione della motilità dell’antro gastrico e nei soggetti che presentano reflusso duodenogastrico (biliare) questo appare collegato a un disturbo della motilità duodenale. Le considerazioni iniziali di Alexander e numerose successive osservazioni cliniche hanno posto in evidenza una relazione tra peculiari tratti di personalità e manifestazioni cliniche nei pazienti con ulcera peptica. La riduzione del tono vagale può rappresentare la modalità di mediazione per la relazione tra personalità e sintomi della dispepsia funzionale attraverso un meccanismo di ipomotilità antrale. L’immagine tradizionale del paziente con ulcera peptica è quella di una persona ambiziosa, perfezionista e dotata di senso di responsabilità che però, dietro questa facciata, cela un forte desiderio di essere protetto, amato e di restare in una situazione di dipendenza infantile. Il conflitto dipendenza-indipendenza inoltre è tipico, pur non essendo specifico, dei soggetti con dispepsia non ulcerosa. Le manifestazioni cliniche, accompagnate o non da alterazioni sul piano organico, si rendono evidenti quando, nel corso della vita, il soggetto sperimenta situazioni che evocano il conflitto tra l’inconscio bisogno di essere protetto e la cosciente aspirazione all’indipendenza. Il bisogno di gratificazione e conferma espone a situazioni di frustrazione le quali aumentano le risposte emozionali aggressive che però non vengono espresse per timore delle conseguenze. L’inibizione comportamentale e l’attivazione emozionale conseguente si traducono nella manifestazione somatica, che va interpretata sotto la gui da di una traduzione analogica del linguaggio del corpo. La dispepsia richiama continuamente l’attenzione del soggetto su di una localizzazione con notevole valore emozionale: la regione epigastrica è prossima a quella cardiaca tanto da destare allarme; gli anglosassoni si riferiscono alla pirosi retrosternale (tipica nel coinvolgimento esofageo) con il termine “heartburn”. Le emozioni dunque, anche se lo squilibrio tra i fattori aggressivi e i fattori difensivi a discapito di questi ultimi lascia supporre che l’aggressività del soggetto sia mal indirizzata, orientata nei confronti di se stessi piuttosto che verso l’esterno: il soggetto tenta di digerire lo stesso organo della digestione!

L’incapacità di assumere comportamenti aggressivi appropriati in risposta alla frustrazione dei bisogni affettivi inespressi potrebbe affondare le sue radici all’epoca dello sviluppo infantile, allorché il bisogno di protezione potrebbe essere stato negato in quanto percepito come debolezza e sarebbero stati puniti i comportamenti aggressivi e rinforzati quelli di sottomissione. Resta da sottolineare il rapporto che, in virtù dei sintomi dispeptici, il soggetto stabilisce nei confronti dell’alimentazione. Un comportamento improntato all’attenzione costante a ciò che introduce, accompagnato all’attribuzione di un potenziale lesivo per alcuni alimenti (“questo mi fa male”) implica, sul piano del trasferimento simbolico, il riconoscimento dell’incapacità a elaborare (digerire) parte della realtà (il cibo) che ad altri invece è liberamente accessibile.

L’interpretazione dell ‘Iridologia

Con il termine “gastrite” si identificano diverse alterazioni della mucosa che riveste la cavità dello stomaco. Queste vengono normalmente suddivise in acute e croniche, dove le prime sono di solito provocate da farmaci (antinfiammatori, cortisone ecc.) o da cibi (alcool, caffè, fritti ecc.), mentre le seconde trovano nell’Helicobacter pylori e nel reflusso biliare le cause più frequenti. Oltre ai disturbi soggettivi, rappresentati da difficoltà digestive, acidità con senso di bruciore, nausea, vomito ecc., le gastriti possono determinare delle alterazioni funzionali della mucosa gastrica che si ripercuotono poi su funzioni di altri organi o apparati.· Lo stomaco produce pepsinogeno e acido cloridrico che converte il pepsinogeno in pepsina. Questi processi sono fondamentali per la digestione delle proteine, infatti, se ciò non avviene, proteine indigerite arriveranno nel colon, con conseguente alterazione della flora intestinale di tipo putrefattivo. Ne deriverà un’eccessiva produzione di ammoniaca e di sostanze irritanti per la mucosa del colon. Inoltre la mucosa gastrica produce il fattore intrinseco, necessario per l’assorbimento della vitamina B12. L’acidità gastrica è poi fondamentale per l’assorbimento corretto del ferro. In corso di gastriti, soprattutto croniche, possono quindi determinarsi delle alterazioni che sono in grado di dare luogo a fenomeni di intossicazione da tossine intestinali, anemie, stanchezza, alterazione delle funzioni mentali, disturbi addominali. L’Iridologia è in grado di fornire informazioni sullo stato funzionale dello stomaco e di suggerire quindi i rimedi adeguati. Come primo passo andranno rilevati gli aspetti costituzionali:

costituzione linfatica: l’iride è completamente azzurra, ci troviamo di fronte a una debolezza genetica delle mucose, più facilmente aggredibili dagli insulti ambientali;

disposizione neurogena: la tensione delle fibre connettivali che manifesta la tendenza a stress mentale, può segnalare un eccesso di amine simpatiche che stimolano la secrezione acida;

disposizione connettivale debole: le fibre disorganizzate che si osservano nell’iride ci suggeriscono una debolezza strutturale dell’apparato di sostegno dello stomaco, con ptosi, difficoltà di svuotamento completo e conseguente ristagno con irritazione della mucosa parietale;

disposizione vegetativo-spastica: la carenza di magnesio, elemento cardine di questa disposizione, può determinare un incremento di istamina, potente stimolatore della secrezione acida dello stomaco, con conseguente impegno dei fattori di protezione, che a un certo punto possono anche cedere;

disposizione tubercolinica: le fibre ondulate, come capelli di bambola, possono farci ipotizzare una fase di ipo-ossigenazione, che può determinare uno stato di sofferenza di tutti gli organi e i visceri;

diatesi essudativa: i tofi in periferia suggeriscono una difficoltà di eliminazione delle sostanze tossiche cataboliche presenti nei liquidi extracellulari. In questo caso potremmo pensare che la gastrite sia sostenuta dalla difficoltà della mucosa gastrica di rigenerarsi adeguatamente. Infatti, una situazione di alterato pH, anche se lieve,o di presenza di tossine nella matrice connettivale che circonda le cellule, può tradursi in un’ alterata funzionalità cellulare;

diatesi acida: ci troviamo più o meno nella situazione precedente, con una difficoltà dell’organismo a eliminare i radicali acidi, conseguente alterazione del pH tessutale con sofferenza delle funzioni cellulari;

diatesi allergica: i piccoli vasi sclerali rettilinei e centripeti ci informano sulla possibilità che i disturbi gastrici siano in relazione ad allergie alimentari o, caso molto più frequente, a delle intolleranze

Dopo la fase di studio costituzionale, passiamo a studiare lo stomaco. La proiezione di questo viscere è posizionata da tutti gli autori che si sono occupati dell’argomento nella zona che circonda la pupilla, spesso ben delimitata da un diverso colore rispetto alla rimanente parte di iride. Questa zona viene denominata appunto anello gastrico. Quando studiamo l ‘anello gastrico dobbiamo prendere in considerazione diversi aspetti:

opacamento o schiarimento dell’anello gastrico: un anello gastrico opaco indica una ipotrofia della parete, con diminuita funzionalità digestiva, mentre un anello più chiaro informa su una eccessiva produzione di acido cloridrico. Tutte e due le condizioni sono possibile causa di gastrite, la prima per diminuita capacità di difesa, la seconda per aumentata aggressività del contenuto gastrico;

pigmentazione dell’anello: il colore rilevato ci suggerisce l’ipotesi che lo stomaco sia disturbato dal malfunzionamento di un altro organo, un anello giallo ci farà pensare al rene, uno beige al pancreas, uno marrone al fegato ecc.;

presenza di altri segni iridologici: possiamo rilevare delle lacune, dei diradamenti che indicano una debolezza costituzionale, degli anelli di crampo o dei raggi che penetrano l’anello e richiamano la nostra attenzione sull’utilità di consigliare degli oligoelementi.

Ad integrazione dello studio sul piano fisico, possiamo ora valutare alcuni aspetti psico-energetici. Lo stomaco è il viscere che per primo accoglie all’interno del corpo il cibo, il nutrimento che proviene dall’esterno. La bocca introduce, lo stomaco accoglie. Un ambiente disarmonico, non ben accettato, può essere vissuto come qualcosa che si deve mandar giù, anche se non gradito. Quando si ipotizza la presenza di fattori psichici nella genesi dei disturbi di stomaco, è fondamentale l’analisi della pupilla. Deformazioni pupillari ci segnalano disarmonie neurovegetative legate a tensioni emotive: se queste sono più evidenti dal lato temporale, con grande probabilità, è un fattore ambientale a disturbare riequilibrio gastrico, mentre se le deformazioni si estrinsecano maggiormente sul lato nasale dobbiamo indagare sulla presenza di conflitti interiori. La lateralità destra o sinistra ci darà ulteriori informazioni sulla genesi (emotiva o professionale) del disturbo. Interessante poi è l’associazione che possiamo fare fra la tonalità del pigmento eventualmente presente sull’anello gastrico e le emozioni legate agli organi secondo la Medicina Tradizionale Cinese. In questo modo possiamo interpretare:

il marrone come rabbia repressa;

il beige come preoccupazione;

il giallo come paura;

il marrone molto scuro, che sembra nero, come un sentimento di tristezza .

Da un punto di vista energetico, lo stomaco è associato alla loggia Milza-Pancreas, pertanto, se vogliamo completare l’esame energetico, dobbiamo applicare la Legge dei Cinque Movimenti per cercare di capire se lo squilibrio che sta interessando lo stomaco è un’energia perversa proveniente da altri movimenti energetici, qualcosa di esterno che sta “forzando” le nostre difese. L’invito è quello di respingere con tutte le forze e senza paura ciò che non è in armonia con la nostra vibrazione portante profonda.

irido

Il punto di vista della MTC

Se il Dizionario dei termini di medicina di Gamier Delamare definisce la gastrite come “una infiammazione acuta o cronica della mucosa gastrica”, nel linguaggio popolare si assiste a una generalizzazione del termine, per cui viene denominato “gastrite” ogni dolore o fastidio, che si localizzi a livello dello stomaco. All’unanimità questa è comunque ritenuta una delle patologie più chiaramente riconducibili alla sfera psicosomatica. Si può ipotizzare che ciò sia dovuto alla sua larga diffusione nell ‘era moderna, ma rimane ancora un mistero come mai ciò non avvenga anche per altre patologie infiammatorie quali cistite, vaginite ecc. Infatti, qualunque medico di base non avrà dubbi nel definire da stress la gastrite del proprio mutuato, ma molto probabilmente non farà altrettanto per gli altri disturbi.

Vediamo ora che cosa si intende per gastrite nella Medicina Tradizionale Cinese. Iniziamo la nostra analisi dalle funzioni dello Stomaco, in quanto Viscere colpito dalla patologia in questione. Analogamente alla fisiologia della medicina occidentale, lo Stomaco ha la sua funzione principale nel ricevere gli alimenti e nel trasformarli in potenzialità energetiche, le quali verranno successivamente distribuite dal suo organo accoppiato, la Milza. Dallo Stomaco dipende l’acquisizione di una buona vigoria fisica e di una robusta struttura ossea e muscolare . Ciò rende indispensabile includerlo in ogni programma di tonificazione energetica a qualunque livello, e i suoi punti di comando sono i primi a dover essere utilizzati nei trattamenti tonificanti , antiastenici, ricostituenti , praticamente in tutte le deficienze di funzioni, organi, sistemi.

La Milza, inoltre, ha la funzione di far salire il “puro”, riferito ovviamente all’energia pura derivata dagli alimenti, mentre lo Stomaco ha la funzione di far scendere “l’impuro” all’Intestino Tenue. Perché ciò avvenga occorre discernere e operare una scelta. La Vescica Biliare in MTC è considerata, analogicamente, il “giudice”, colei che decide, giudica e condanna, che definisce cose e situazioni, una scelta implica una rinuncia a qualcosa in favore di qualcos’altro, ma rappresenta anche la fine di un conflitto, in quanto, una volta presa la decisione, il conflitto cessa e con esso l’incertezza. L’attuazione, la messa in atto della scelta è a carico dello Stomaco, che discerne fra ciò che ci fa male e ciò che ci è conforme. Per fare un esempio, Polmone e Stomaco sono i primi due Visceri che possono essere colpiti da agenti esterni (per esempio virus influenzali): dove fallirà il primo (Polmone), proverà il secondo (Stomaco) a impedire l’ingresso del patogeno, e questo avverrà grazie al vomito che è un’azione di contro-corrente dell’energia dello Stomaco normalmente deputata a scendere. Questa è la sintomatologia classica dei virus influenzali invernali e il tentativo messo in atto dallo Stomaco è quello di espellere qualcosa di non conforme all ‘organismo.

Abbiamo quindi delineato due competenze principali dello Stomaco: la prima è rifornire l’organismo di energia, la seconda è attuare la scelta di cosa ci è conforme e necessario e cosa no. Generalizzando, in relazione alla “gastrite” possiamo dire che la normale funzione dello Stomaco si è “inceppata”, qualcosa si è “rotto··. e il Viscere non è più capace di operare delle scelte; oppure che sono stati introdotti cibi, sostanze, bevande, o sono subentrate situazioni, emozioni ecc. a cui lo Stomaco non riesce a far fronte, che riconosce non conformi alle regole dell’organismo e a quelle individuali del soggetto.

Vediamo ora, nel dettaglio e conformemente alle otto regole diagnostiche della · MTC, in quanti modi si può manifestare la gastrite e quali possono esserne le cause più frequenti. Innanzitutto dobbiamo stabilire se siamo di fronte a un vuoto, a un pieno o a un ristagno di yin o di yang e quindi differenziare i comportamenti e gli atteggiamenti del soggetto a seconda dei casi.

Se il sintomo viene avvertito come un bruciore intenso e violento, di rapida insorgenza, che si placa mangiando, si parla allora di un vuoto di yin dello Stomaco. Il cibo è yin, materia, e la sua assunzione, anche in piccole quantità, placa il dolore, in quanto, pur essendo solo un palliativo, funge da tonificante dello yin, aumentandone la quantità. I punti consigliati in questo caso sono:

ST 44, punto Acqua, da utilizzare in tutte le patologie da calore, quando c’è la risalita del fuoco-calore verso l’alto, l’eccitazione psichica. Molti autori lo considerano il punto “del giorno dopo”, perché è utile dopo eccessi alimentari e grandi libagioni;

ST 36, punto Terra, nutre e tonifica in particolare il meridiano di Stomaco che a sua volta veicola l’energia della nutrizione. Viene usato praticamente in tutti i disturbi dello Stomaco e non solo. La sua applicazione è valida in associazione a tutti i punti più specifici che vedremo in seguito e per tutti i disturbi dello Stomaco. In questo caso il colore consigliato è il giallo, direzionando la punta della penna da Cromopuntura verso il piede, favorendo cioè la discesa del Qi verso il basso;

BL 50 è indicato nelle persone che, oltre ad accusare disturbi digestivi, sono particolarmente impazienti;è quindi legato a conflitti psichici. Questo punto tonifica il Jing del Viscere, per cui, dovendo anche in questo caso stimolare la sua funzione, il colore scelto per la penna sarà il più delle volte l’arancio o il giallo.

Se invece il dolore è sordo e continuo, senza grandi variazioni nel tempo, non migliora con il cibo ma addirittura può peggiorare mangiando, allora siamo di fronte a un vuoto di yang dello Stomaco. In questo caso, i punti più indicati sono:

Ren 12, punto Mo dello Stomaco ·e del Riscaldatore Medio, punto di riunione di tutti i Visceri, elimina i contro-corrente di energia, il reflusso gastrico, le stasi;

ST 37, grande attivatore del movimento dello yang che dall’alto deve scendere verso lo yin. Infatti, tra i suoi sintomi c’è pienezza di yang in alto con pienezza toracica, sensazione di gonfiore e che l’energia risalga, mentre in basso si riscontra un vuoto con difficoltà digestive, freddo, diarrea, gonfiore delle ginocchia e dei piedi;

ST 21, Shu del dorso dello Stomaco, è indicato in tutti i vuoti di yang dello Stomaco, con dolori anche violenti che si attenuano con la pressione (chiudendosi in posizione fetale), con applicazioni di calore locale, con le bevande calde. La cattiva digestione può portare anche a gonfiore ed eruttazione. Il colore che useremo con la penna da Cromopuntura sarà ovviamente “caldo” per facilitarne anche qui la funzione, quindi arancio o giallo. Prima di applicare la punta va massaggiato a lungo fino ad avere la sensazione che si sia formata una cavità che accoglierà la punta.

Infine, se il soggetto non sopporta la cintura dei pantaloni durante la fase acuta del disturbo, se deve distendersi e non chiudersi su se stesso e se ha la sensazione di pienezza addominale, siamo di fronte a quello che viene definito un “falso pie no” di energia, detto anche ristagno di energia. La differenziazione fra yin e yang avverrà come descritto precedentemente, aggiungendo in entrambi i casi il ST 34, punto di disostruzione, indicato in tutti i casi in cui occorra disostruire tutte le funzioni che risuonano sul livello energetico Yan Ming.

Un punto del meridiano dello Stomaco che merita un discorso a parte è ST 40, punto Lo del meridiano, che svolge un ‘azione particolarmente mirata a tutti i disturbi legati alla sfera psichica, al sangue e quindi ai sentimenti. Regolarizza gli scambi interno-esterno dello Stomaco, risponde al meridiano accoppiato, cioè · Milza (da qui la sua azione importante sui catarri), regge gli arti inferiori, la gola e la situazione psichica dell ‘uomo nel mondo esterno, fino alla “follia agitata”. Il punto Lo dello Stomaco fa parte del primo “gruppo” di vasi Lo, insieme a Polmone, Grosso Intestino e Milza. Questi rappresentano la natura e, su un piano simbolico, la capacità di acquisire ciò che è diverso: è il meccanismo principale della nutrizione, è la natura stessa dell’individuo, cioè l’acquisire attraverso il dialogo. Il nome del punto Feng Long, significa “un incontro fiorente”, che è proprio la funzione dello Stomaco che riceve, attua un incontro e fa crescere il tutto. I suoi sintomi di vuoto e di pienezza sono legati ai catarri, che, in quanto fluidi rappresi, simboleggiano un’incapacità di dialogare. Se non avvengono scambi, se non ci nutriamo, le gambe cedono e siamo impossibilitati a portare avanti il cammino; se invece ciò che arriva non è buono o non è ciò che ci aspettiamo, significa che abbiamo introdotto qualcosa di velenoso nello Stomaco. Ciò provocherà il vomito che, facendo un cammino all’incontrario,rappresenta situazioni o opinioni che vanno in un senso diverso da come erano state programmate.

“Mettere nello Stomaco il puro”, significa introdurre ciò che è uguale a me, l’impuro è l’opposto; ad esempio, un automobilista che scappa dopo aver investito un pedone è in preda a follia, non “digerisce” ciò che non aveva preventivato, lo rifiuta, non riesce a tollerare l’evento, e ha una reazione simile a un animale che aggredisce o scappa. Il Lo dello Stomaco altro non è quindi che un imbuto dove vanno a separarsi ciò che è buono da ciò che è cattivo, e ciò che è buono accresce la persona. Quindi, agendo sul ST 40, si attua una regolazione, per evitare che le gambe siano deboli, oppure per impedire che la follia, scatenata dalla paura o dalla rabbia, prenda il sopravvento. Pur non essendo un punto specifico per la gastrite, il punto ST 40 mette bene in evidenza le funzioni dello Stomaco, e i suoi eventuali segni di squilibrio, essendo particolarmente legato alla sfera psicologica dell’individuo, possono essere i precursori di un futuro disturbo gastrico ben più manifesto.

La gastrite nella Reflessologia Plantare Integrata

La Reflessologia Plantare può fornire un riscontro molto preciso dei disturbi legati allo stomaco. La nostra insegnante ci raccontò che praticò un trattamento di Reflessologia a una ragazza sofferente d’ansia e di una forma di gastrite che aveva provato a curare in diversi modi. Quando trattò la zona riflessa del fondo e del corpo dello stomaco (la prima parte, quella in cui si immette l’esofago), riscontrò che non era dolente. Al contrario, la zona riflessa dell’antro, quella che s’immette nel duodeno (primo tratto del piccolo intestino), era particolarmente sensibile. Le chiese allora se la sua diagnosi esatta non fosse piuttosto quella di gastroduodenite e la sua risposta fu: “Sì, sì, gastroduodenite … da molti anni”. La zona riflessa dello stomaco è divisa in due parti. La prima, situata sulla pianta del piede sinistro, in genere duole quando ci sono problemi di iperacidità, bruciore e/o dolore, gonfiore (aerofagia) e rigurgiti acidi. La seconda, situata sulla pianta del piede destro, può essere dolente in caso di gastroduodenite o ulcera peptica. Il massaggio di queste zone riequilibra la funzione gastrica. In caso di gastrite e di ulcera, dove c’è già infiammazione e ipersecrezione di acido, intervenendo con la Cromopuntura (uso di una penna cromatica che irradia su zone o punti del corpo raggi luminosi colorati), non è il caso di utilizzare colori caldi che stimolerebbero ulteriormente la produzione di calore. Conviene piuttosto impiegare colori come il blu o l’indaco. Il raggio blu, infatti, è antisettico, rinfresca, “spegne l’infiammazione”, regola la contrazione dei muscoli, scioglie gli spasmi e limita la secrezione degli acidi. L’indaco poi è il colore più freddo, è antisettico e cicatrizzante, e più utile in caso di ulcera. Inoltre, il verde distende la muscolatura dello stomaco, seda, calma e rilassa; per la sua componente gialla è un riequilibrante delle funzioni digestive. Il giallo, stimolando, è molto utile in caso di disturbo cronico, mentre il verde potrebbe essere troppo caldo in caso di crisi acuta. Certamente non ci si può limitare a trattare la zona riflessa dello stomaco. Nella gastroduodenite risultano sensibilizzate le zone riflesse dell’antro dello stomaco, il piloro (valvola che immette nel piccolo intestino) e il primo tratto del duodeno, che possono essere trattate con un massaggio lento e via via più profondo, con la penna cromatica e/o con le essenze floreali. Sulle zone riflesse dell’antro e del duodeno possono risultare molto utili il blu e l’indaco, sul piloro il blu o il verde. Dopo il colore si può applicare un fiore, precedentemente testato, sulla zona riflessa. In genere la zona stomaco entra in risonanza con Cappero (Fiore Italiano), in caso di spasmi; con Crab Appie o Holly (Fiori di Bach), in caso di iperacidità: il primo quando la persona è troppo esigente e precisa con se stessa tanto da non sentirsi mai a posto, il secondo quando la persona non si sente giustamente ricompensata per tutto quello che fa. In caso di iperacidità con rigurgiti acidi saranno da trattare con attenzione il punto riflesso del cardias, la valvola che porta dall’esofago allo stomaco, e la zona dell’esofago; utili in questo caso i raggi di luce blu oppure indaco. In ogni caso sarà proficuo trattare i punti dei denti, poiché una buona masticazione aiuta la digestione, ma non solo: i punti dolenti serviranno a indicare quali organi sono in disequilibrio, in particolare saranno da trattare i punti del secondo dito che riguardano il secondo incisivo e indirettamente lo stomaco. In caso di gonfiore dello stomaco risulta utile massaggiare a lungo il punto riflesso del piloro, per aiutare lo stomaco a svuotarsi più velocemente, così che ìl cibo non abbia il tempo di fermentare. Molto spesso dietro a problemi di gastrite si celano forti tensioni, ansia, stress ecc. In questi casi è utile intervenire sui punti riflessi di cuore, diaframma e plesso solare con il massaggio, oppure anche con raggi di luce calmanti come il blu o il verde, o anche con una goccia del rimedio floreale Rescue Remedy direttamente sui punti. Quando la tensione è accompagnata da rabbia o frustrazione sarà utile trattare i punti di Fegato e di Vescica Biliare con il massaggio, ma anche con raggi di luce verde o indaco. Sul punto riflesso della Vescica Biliare emozionale può risultare efficace Cherry Plum (Fiore di Bach), per eliminare le tensioni e per lasciare andare risentimenti.

All’inizio e alla fine del trattamento è utile insistere sui punti riflessi di rene e surrene per aiutare a ritrovare l’energia necessaria all’autoguarigione e per riequilibrare la secrezione dell’adrenalina. Il massaggio reflessogeno , in generale, e il trattamento del punto riflesso del surrene, in particolare, stimolano la secrezione del cortisolo che seda l’infiammazione  e il dolore.

Qui trovate il pdf dell’articolo .

gastrite-cose-e-come-comportarsi

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