CHEMOTIPI

Oggi vogliamo tornare nuovamente su un argomento che ci sta molto a cuore nella sicurezza nell’ uso degli oli essenziali : la loro composizione chimica o CHEMOTIPI (CT).

Nella composizione delle molecole aromatiche entrano in gioco pochi atomi quali : carbonio (C), idrogeno (H), ossigeno (O), azoto (N) e zolfo (S).

Si tratta di una semplicità apparente, poiché di fatto sono possibili milioni di combinazioni. Il biotipo ovvero l’insieme delle azioni prodotte da diversi fattori, incide profondamente sull’olio essenziale. Il biotipo che concerne l’olio essenziale è dato da : esposizione solare (frequenza, durata, intensità), condizioni climatiche (giorni di pioggia, agenti atmosferici, vento, etc), altitudine, temperatura esterna, composizione del suolo, tipologia della flora.

Differenti biotipi producono variazioni anche notevoli dal punto di vista biochimico nell’olio essenziale prodotto da una stessa varietà botanica.

La classificazione in chemotipi permette di distinguere la singola molecola che è maggiormente presente nell’olio essenziale. A differenza della classificazione per gruppi funzionali, la classificazione in CHEMOTIPI consente di definire in modo assolutamente preciso il carattere dell’olio essenziale.

INDIVIDUAZIONE DEL CHEMOTIPO : Poiché il chemotipo è legato al biotipo e non alla varietà botanica, è necessario analizzare ogni singolo lotto omogeneo di prodotto con cromatografia e spectometria di massa. Questo metodo comporta dei costi aggiuntivi, sia per quanto concerne la mole di analisi, sia per quanto concerne lo stoccaggio e l’approvvigionamento.

CHEMOTIPO ED IMPIEGO : per un utilizzo consapevole e in grado di produrre effetti desiderati è INDISPENSABILE conoscere il chemotipo. Dal rosmarino, rosmarinus officinalis, si possono ottenere 3 oli essenziali molto diversi tra loro per chemotipo :

– oe a 1,8 cineolo (eucaliptolo) : con proprietà anticatarrali ed espettoranti

– oe a camphre (borneone) : con proprietà antinfiammatorie, utile per crampi e dolori muscolo scheletrici

– oe a verbenone : con attività cicatrizzanti, lipolitiche e epatodrenanti

Se nella boccetta compare solo il nome rosmarinus officinalis non sarà possibile stabilire a quale funzione far riferimento. In molti testi l’olio essenziale di rosmarino viene descritto come depurativo del fegato. Questo è vero solo nel caso del CT verbenone. Allo stesso modo utilizzare il CT verbenone per trattare un’influenza o un raffreddore sarebbe assolutamente inutile.

Il caso del Timo (Thymus vulgaris) è emblematico, esistono infatti più varianti molto diverse fra loro.

– Timo CT TIMOLO : antibatterico. Dermocaustico, epatotossico a dosi elevate

– Timo CT THUYANOLO : antinfettivo, rigenerante epatico. Sicuro

– Timo CT CARVACROLO : antibatterico, antivirale, antimicotico. Dermocaustico, abortivo, epatotossico

– Timo CT LINALOLO : antisettico, neurotonico. Sicuro

– Timo CT GERANIOLO : battericida, antalgico. Sicuro

OLI ESSENZIALI CHEMOTIPATI : l’esatta individuazione del chemotipo stabilisce in modo scientifico e preciso la linea di demarcazione tra l’aromaterapia e l’uso improprio degli oli essenziali con tutte le conseguenze che ne derivano.

Gli oli essenziali chemotipati rappresentano una formidabile risorsa terapeutica, che può essere utilizzata con sicurezza ed efficacia, con una elevata professionalità. Rappresentano la linea di demarcazione tra l’aromaterapia empirica ed approssimativa e l’aromaterapia scientifica.

oli essenziali

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