I micronutrienti

 

La salute dell’uomo, e la sua capacità di resistere allo stress, dipendono direttamente dal raggiungimento di un buono stato nutrizionale e quindi da una corretta alimentazione.

Oltre ai nutrienti più conosciuti, definiti “macronutrienti”, quali carboidrati, proteine e grassi, esistono anche i micronutrienti, sostanze nutritive indispensabili per il mantenimento di uno stabile equilibrio organico.

Spesso, al giorno d’oggi, i problemi nutrizionali sono correlati ad un’eccessiva assunzione di macronutrienti od un ridotto apporto di micronutrienti.

Alla classe dei micronutrienti fanno parte sia le vitamine che i minerali. Entrambi vengono definiti essenziali, in quanto devono necessariamente essere assunti con la dieta: l’organismo umano non è in grado di sintetizzarli.

I MINERALI svolgono delle funzioni vitali per l’organismo. Nonostante siano richiesti in piccole quantità, i fisiologici processi dell’organismo, quali la crescita, la produzione dell’energia, l’attivazione di enzimi e molte altre normali funzioni non avverrebbero senza di essi: il calcio ed il fosforo, ad esempio, hanno un ruolo strutturale, in quanto sono i componenti essenziali dell’osso, il ferro partecipa al trasporto dell’ossigeno nel sangue, ed il magnesio è coinvolto nei processi di sintesi e trasformazione dell’energia.  Il Potassio non ha raccomandazioni di assunzione ma solo indicazioni di adeguatezza, in quanto le necessità di assunzione dipendono dalle perdite corporee giornaliere (ad esempio dalla sudorazione).

Ognuno di questi micronutrienti deve essere assunto nella giusta quantità. Quale migliore modo per raggiungere l’equilibrio nutrizionale se non attraverso gli alimenti naturali? Più la nostra dieta è varia, ricca di colori, sapori, sana, rispettosa della stagionalità, e più facilmente raggiungeremo l’equilibrio. La frutta secca ed essiccata, i semi oleosi ed i vegetali sono degli integratori naturali ideali e un’ ottima fonte di micronutrienti minerali. Alcuni di essi vengono chiamati superfood perché sono naturalmente ricchi di nutrienti in concentrazione superiore alla media.

Un minerale molto importante per la nostra salute è il MAGNESIO.

Il magnesio è uno ione intracellulare coinvolto in numerose reazioni metaboliche dell’organismo. In particolare è utile:

  • nei processi che trasformano gli alimenti in composti essenziali per il corpo umano, come nel caso della sintesi proteica,
  • durante la formazione di energia,
  • per lo sviluppo ed il mantenimento dell’osso
  • nella contrazione muscolare durante l’esercizio.

Quante funzioni per un unico, piccolissimo elemento! È dunque importante curare l’introito giornaliero del magnesio per mantenerci in salute, forti, vitali e tonici.

Le principali fonti alimentari di magnesio sono rappresentate dai legumi, frutta secca, cereali integrali, crusca e cacao.

Un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di sostanze vegetali risulta dunque una solida garanzia per soddisfare i nostri fabbisogni quotidiani. Non è necessaria l’introduzione di integratori artificiali perché la natura ci fornisce di tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Basta seguire una dieta ricca di legumi e cereali integrali, ad esempio spuntini “spezza-fame” con snack a base di frutta secca e fave di cacao.

Gli integratori alimentari

Fresh, organic fruit and vegetable juices

Nelle scienze dell’alimentazione, gli integratori alimentari sono prodotti specifici che, assunti oltre la regolare alimentazione, favoriscono l’assunzione di determinati principi nutritivi non presenti, normalmente, in una dieta non corretta, sbilanciata o insufficiente.

La maggior parte dei nutrizionisti concorda sul fatto che gli integratori vengano consigliati nei casi in cui l’organismo abbia una reale carenza di determinati elementi o sostanze.

Non si tratta quindi di sostanze curative, ma sono utili a integrare una normale dieta, completandola nei casi di aumento reale fabbisogno.

In base alle loro proprietà nutrizionali, vanno assunti entro certi limiti di sicurezza, tenendo conto delle RDA (recommended dietary allowances), ossia le raccomandazioni degli specialisti.

Oltre questi limiti dichiarati, possono risultare inutili o addirittura dannosi.

Gli integratori vengono per lo più assunti da soggetti in casi di convalescenza o di forte stress debilitante o durante le pratiche sportive da parte degli atleti. La direttiva 2002 / 46 / CE regolamenta in Europa la produzione e vendita di integratori alimentari, non ad uso medicinale.

Esistono in commercio molti tipi di integratori, diversificati a seconda delle necessità.

– Coadiuvanti di diete ipocaloriche : solitamente assunti per il controllo o la riduzione del peso corporeo.

– Integratori vitaminici : l’organismo non produce autonomamente vitamine, ma utilizza quelle esistenti in natura ed ingerite con gli alimenti. Nei casi di carenza, in cui il regime alimentare non sia sufficiente a raggiungere la razione necessaria alla fisiologia dell’organismo, gli integratori vitaminici possono compensare l’alimentazione.

– Integratori di sali minerali, proteici e di aminoacidi : sono un utile apporto alla dieta degli sportivi, che con la sudorazione perdono molti sali; inoltre, l’attività sportiva intensa richiede una massa muscolare sempre efficiente. Consentono quindi di recuperare le perdite e rifornire l’organismo di energia e nutrienti per evitare stanchezza ed eccessivo affaticamento.

– Integratori energetici : a base di zuccheri semplici e composti, integrati con vitamine del gruppo B, C ed E, sono utili al raggiungimento della quota calorica indispensabile per l’organismo in movimento. Solitamente vengono utilizzati nella pratica sportiva intensa ed in particolar modo nelle discipline aerobiche di lunga durata. L’uso di questi integratori è utile solo nel caso in cui la dieta non soddisfi totalmente le necessità metaboliche dell’atleta.

Gli integratori vanno assunti solamente dopo aver consultato uno specialista e in base alle indicazioni e posologie consigliate.

Il “fai da te” in molti casi può portare a fenomeni di ipervitaminosi, con conseguenti danni al fegato che potrebbe non riuscire ad espellere le quantità di vitamine in eccesso.

Parliamo di capelli – parte 2 –

Parliamo di….CAPELLI

(2^ parte )

LA FITOCOSMESI E LA FITOTERAPIA

Per avere capelli belli e sani è importante curare l’alimentazione come abbiamo visto nella prima parte dello “speciale capelli”.

Anche le piante officinali possono aiutarci a prevenire la caduta dei capelli sia assumendole per bocca, sia per uso cosmetico. Scopriamo insieme i migliori rimedi della natura.

La fitoterapia per la caduta dei capelli:

Ci sono piante utili da assumere in tisane, compresse, polveri, tinture madri, ricche di sali minerali utilissimi per rinforzare i capelli e portare loro nutrimento.

L’Ortica è ricca di vitamine, ferro e altri sali minerali, acido folico, clorofilla, flavonoidi e altre sostanze benefiche per ristrutturare i capelli dall’interno, quindi nutrendoli, ossigenando il cuoio capelluto e migliorando la nostra energia. In tintura madre sono consigliate 30 gocce 3 volte al giorno in acqua. Ottimo anche l’infuso da bere durante la giornata, 2-3 tazze.

L’Equiseto è una pianta preistorica, ricchissima di silice organica biodisponibile e altri sali minerali che aiutano la crescita e la ricrescita del capello, rinforzando anche ossa e unghie.

Altre erbe utili sono l’Alfa alfa, la Bardana e il Tè verde, che aiutano a rinforzare i capelli, mentre la Serenoa repens è indicata soprattutto per l’alopecia androgenica.

fitoterapia_fitocosmesi

Fitocosmesi per la caduta dei capelli:

Tra le varie piante utili per contrastare la caduta dei capelli troviamo l’Ortica e l’Equiseto, ricchi di sali minerali, in particolare di silicio organico molto assimilabile. Si possono fare dei decotti da frizionare sul cuoio capelluto oppure da utilizzare in TM (tintura madre) come lozioni.

Anche la Tussilago farfara è indicata per la caduta dei capelli, in quanto stimola la circolazione sanguigna, diminuisce la forfora e l’eccesso di sebo.

L’olio essenziale di Rosmarino è stimolante della crescita del capello, energizzando il follicolo e limitando la caduta.

La Betulla e la Bardana hanno proprietà dermopurificanti e rinforzanti, utili anche in miscela con Equiseto e Salvia ricca di fitoestrogeni, per migliorare la circolazione sanguigna del cuoio capelluto.

Un’altra pianta dalle proprietà ristrutturanti e sostenenti la crescita del capello è il Capelvenere, una felce ricca di mucillagini e tannini che proteggono i capelli e li rendono più forti.

L’olio di semi di Zucca ha eccellenti proprietà anti caduta, rinforza il bulbo, utilizzato tutti i giorni aumenta la ricrescita dei capelli del 40% in 6 mesi .

(vedi articolo : https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24864154)

Anche l’olio dei semi di Uva (olio di vinaccioli) è molto utile per la cura e la bellezza dei capelli, aiutando a prevenirne la caduta.

La ricetta cosmetica fai da te

Olio nutriente anti caduta pre shampoo:

olio di vinaccioli 50 ml

olio di zucca 50 ml

olio essenziale di rosmarino 5 gocce

olio essenziale di limone 5 gocce

olio essenziale di salvia officinalis 5 gocce

olio essenziale di menta piperita 3 gocce

Massaggiare bene sul cuoio capelluto asciutto e lasciare in posa almeno 20 minuti, se possibile anche tutta la notte e poi utilizzare uno shampoo specifico anti caduta.

PROTEGGIAMOLI DAI RAGGI UV IN INVERNO E IN ESTATE

E’ ormai scientificamente provato che i raggi UV determinano cambiamenti chimici al fusto dei capelli.

L’esposizione prolungata ai RAGGI ULTRAVIOLETTI , sia naturali che “artificiali”, come nel caso delle lampade UV, provocano foto ossidazione al capello, causando perdita di proteine dalla cuticola e una minore resistenza del capello alla trazione, provocando quindi rottura del capello stesso.

Inoltre diminuisce l’efficacia e tenuta della messa in piega, tintura, permanente e aumentano i danni dei trattamenti chimici. Il capello diventa sempre più secco, fragile, opaco e tende a sbiadirsi. E’ anche possibile vedere dei piccolissimi punti bianchi lungo il fusto che corrispondono a piccole zone di frattura.

Solitamente un’esposizione prolungata ed eccessiva alla luce del sole o delle lampade provoca anche un aumento dell’effluvio nella fase di telogen (vedi “parliamo di capelli parte 1)

Il danno può manifestarsi a qualsiasi età, il capello possiede un pigmento che si trova all’interno del fusto ed è un mezzo di protezione che controlla l’effetto negativo dei raggi solari. Ecco perché maggiore è la concentrazione della melanina contenuta nella parte interna del capello, minore è il danno. La cuticola (parte più esterna) non contiene melanina ed è per questo che subisce i danni più importanti.

Questo implica l’importanza di proteggere i capelli, soprattutto d’estate, ma anche se si fanno lampade durante l’inverno o si fanno vacanze in posti esotici, dove l’irraggiamento solare è importante. Inoltre, contrariamente a ciò che si può pensare, siamo esposti ai raggi UV tanto durante la stagione estiva quanto in quella invernale (International Hair Research Foundation)

Ecco alcuni semplici consigli da seguire per avere capelli sani e belli:

1. D’estate o comunque al sole, è bene utilizzare un cappello di paglia o cotone che garantiscono circa il 60% di protezione dai raggi UV

2. Utilizzare oli specifici per capelli che lo proteggono e nutrono, come olio di Cocco, olio di Argan, olio di Sesamo, che hanno un fattore di protezione naturale tra 4 e 6.

3. Si possono usare anche appositi spray protettivi che garantiscono la protezione dai raggi UVA e UVB, per esempio a base di Melanina vegetale.

4. Assumere degli integratori ricchi di antiossidanti a base di beta-carotene, vitamina C, E, oligoelementi come il selenio, magnesio, potassio, acido ialuronico.

La ricetta naturale

Ecco una ricetta naturale per un olio restitutivo da utilizzare in spiaggia o a casa prima dello shampoo, per nutrire e proteggere i capelli, rendendoli morbidi e setosi. Da tenere in posa il più possibile, almeno 30 minuti per un ottimo risultato!

Olio di argan 50 ml

Olio di sesamo 50 ml

Olio di avocado 50 ml

Olio di jojoba 50 ml

Palmarosa olio essenziale 5 gocce

Ylang-ylang olio essenziale 5 gocce

Lavanda olio essenziale 5 gocce

Miscelare gli oli e gli oli essenziali in modo omogeneo e distribuire sulla chioma, non dimenticando di massaggiare anche il cuoio capelluto.

Inseriamo nell’articolo anche alcune domande che i clienti hanno rivolto al nostro fornitore “ALCHIMIA NATURA” riguardo i loro prodotti :

1. Ho i capelli grassi sulla cute e secchi sulle punte, cosa posso utilizzare?


Lo shampoo adatto è Energy Natura (se c’è anche forfora o prurito) oppure Fior di Lavanda shampoo, poi utilizza il Balsamo Capelli di luce solo sulle punte e risciacqua. Prima dell’asciugatura, sui capelli umidi, applica il gel Aloanda sulle lunghezze.


2. Il cuoio capelluto si desquama, cosa posso fare?


Utilizza come impacco pre-shampoo l’olio di Ribes nero, tienilo in posa almeno 15 minuti e poi usa lo shampoo Fior di Lavanda. Sui capelli umidi, prima dell’asciugatura, utilizza il gel Aloanda dalle radici alle punte.


3. Come posso proteggere i capelli in piscina?


Utilizza l’olio protettivo Capelli di Luce prima di andare in vasca, dalle radici alle punte e come shampoo utilizza Sogno d’oriente shampoo doccia se hai i capelli sfibrati oppure Fior di Lavanda shampoo doccia se il cloro ti sensibilizza la cute. Utilizza poi lo spray protettivo Capelli di luce sul capello umido prima della fonatura oppure il gel Aloanda anche sulla cute se hai cuoio capelluto disidratato, secco o desquamato.


4. Ho i capelli sottili, quale linea è più adatta a me?


La linea Capelli di Luce è la più adatta, dallo shampoo, al balsamo, allo spray voluminizzante. Puoi usare anche il gel Aloanda per proteggere i capelli se sono anche secchi o disidratati. Se hai i capelli sottili, ma grassi, la linea più adatta è Energy Natura, sia shampoo, che spray per le radici, ricca di oli essenziali attivi.


5. Ho i capelli colorati che shampoo è meglio usare?


Lo shampoo Bacco Di…Vino è il più adatto, perché grazie ai polifenoli dell’Uva protegge il colore e ha proprietà antiossidanti per il capello. Ottimo anche il balsamo Capelli di luce, che nutre il capello grazie all’olio di Karitè e al Miele, che lucida e dà nuova vitalità ai capelli colorati.


6. Perdo i capelli non so quali trattamenti fare, che consiglio mi date?


Se alla perdita di capelli si associa prurito e forfora ti consiglio la lozione Capelli di Luce riequilibrante, tutti i giorni per un mese e poi 2-3 volte a settimana per un altro mese. Non unge. Può essere usata sia da capello asciutto che bagnato.

Se la perdita è importante, il cuoio capelluto è poco ossigenato, e non hai prurito, puoi utilizzare Capelli di Luce Lozione piccante, tutti i giorni per un mese e poi 2-3 volte a settimana per un altro mese. Non unge. Può essere usata sia da capello asciutto che bagnato. Ti consiglio di abbinarla allo shampoo Bacco Di…Vino antiossidante e ossigenante.

Se oltre alla perdita di capelli il cuoio capelluto è grasso, i capelli si sporcano facilmente, allora il prodotto giusto è Energy Natura spray, da usare sulle radici dopo lo shampoo sul cuoio capelluto pulito. Lo shampoo adatto in questo caso è lo stesso della linea Energy Natura.

Infine, ecco una INTERESSANTISSIMA tabella che può essere di grande aiuto per scoprire il tuo tipo di capello e i trattamenti più efficaci per te!

TIPO CAPELLI
LAVAGGIO
SHAMPOO
TRATTAMENTO
BALSAMO
CURA
OLIO
TRATTAMENTO SPECIFICO
LOZIONE, GEL, CREMA
Delicati, normali, dermatiti, cuoio irritato e molto sensibile, bambini Fior di Lavanda Capelli di Luce Ribes Nero, Zucca, Cocco Aloanda Gel
Demineralizzati, protezione piscina, mare, sole, uso frequente Sogno d’Oriente
Fior di Lavanda
Capelli di Luce Capelli di Luce Olio, Cocco, Macadamia, Sesamo Capelli di Luce Spray, Aloanda Gel
Sottili, delicati, spenti, normali Capelli di Luce Capelli di Luce Capelli di Luce Olio, Cocco, Lino Capelli di Luce Spray, Aloanda Gel
Secchi, sfibrati Bacco di Vino, Capelli di Luce, Sogno d’Oriente Capelli di Luce Capelli di Luce Olio, Argan, Mandorle, Sesamo Capelli di Luce Spray, Aloanda Gel
Colorati, trattati, ossigenazione, caduta Bacco di Vino Capelli di Luce Zucca, Jojoba, Argan, Sesamo, Burrone Capelli di Luce Lozione Piccante, Capelli di Luce Spray
Ricci, altro Capelli di Luce, Sogno d’Oriente
Sogno d’Oriente
Capelli di Luce: rigenerante, lucidante, nutriente Capelli di Luce Olio, Argan, Sesamo, Burro di Karité, Burrone Burro di Karité
Grassi, con forfora, sebo, caduta, cuoio capelluto stressato Energy Natura Jojoba, Cocco Energy Natura Spray
Caduta, prurito, arrossamento Energy Natura Ribes Nero, Zucca Capelli di Luce Lozione Riequilibrante, Aloanda Gel
Pidocchi Fior di lavanda + 2 gocce Miscela Pidstop 2‐3 gocce Miscela Pidstop + Aloanda o 2‐3 gocce Miscela Pidstop nell’acqua dell’ultimo risciacquo

 

L’educazione Posturale

Oggi ci “permettiamo” di inserire un articolo scritto da altre persone (Riccardo Barigelli, laureato in Scienze Motorie e vari Master in ambito sportivo) perché tratta di un argomento sempre molto valido e ben fatto :

postura

INTRODUZIONE

La postura è un elemento fondamentale per la vita di ogni individuo. Un lavoro di educazione andrebbe cominciato in età precoce, già nel bambino neonato attraverso specifiche stimolazioni propriocettive: lasciandolo libero di strisciare, andare in quadrupedia e, in fase di apprendimento della stazione eretta, lasciando i piedi senza calzature. Grandi miglioramenti posturali possono aversi fino all’età puberale: è compito in primis dei genitori, degli insegnanti e degli allenatori stimolare adeguatamente in questo senso.

Sovente il lavoro non è svolto o, ancor peggio, viene eseguito senza riferimenti scientifici adeguati. Il nostro scopo è suggerire alcune esercitazioni necessarie per l’educazione posturale in soggetti adulti (dai quaranta anni in su).

Assumere atteggiamenti posturali errati può determinare algie in special modo alle strutture annesse alla colonna vertebrale: la progressione didattica da noi proposta può assumere rilevanza in ambito preventivo.

Atteggiamenti Posturali: gli errori più comuni

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L’EDUCAZIONE POSTURALE

La postura è definita da Tribastone (1985) come “… insieme dei rapporti tra l’intero organismo, le varie parti del corpo e l’ambiente che lo circonda” e ancora “… insieme di meccanismi psicologici che regolano con la massima economia ed in ogni momento sia la struttura neurofisiologica del movimento, che il tono muscolare, necessari per il mantenimento di una posizione equilibrata e coordinata”.

In nessun individuo, nemmeno negli atleti d’elite, può essere considerata “perfetta” la postura: da questa considerazione nasce l’importanza di educare ad una concezione più corretta possibile di questo elemento. In tutte le tipologie di ginnastica, preparazione atletica, discipline sportive in generale, l’educazione posturale deve essere considerata come elemento fondamentale della programmazione e non come presupposto necessario o dato per scontato. Risulta ottimale avviare il discorso di educazione alla postura nel bambino (Le Boulch, 1991); un lavoro iniziato in età precoce determinerà una base importante sulla quale inserire dei richiami in età più avanzata.

Non è nostro intento analizzare da un punto di vista fisiologico il meccanismo intrinseco della regolazione posturale. In questa sede è sufficiente ricordare che il sistema nervoso centrale S.N.C. regola il movimento attraverso schemi motori, in cui ossa, articolazioni e muscoli rivestono il ruolo di esecutori meccanici, e controlla la postura attraverso un meccanismo capace di scegliere tra le tante combinazioni possibili, quella ritenuta più idonea.

Rivestono un ruolo fondamentale in questo meccanismo i propriocettori (fusi neuromuscolari, organi tendinei del Golgi, apparato vestibolare, ecc.) e gli esterocettori (la retina, la cute, ecc.). Solo subendo una corretta e varia stimolazione di tutti gli elementi, l’allievo riuscirà ad ottenere dei buoni risultati in ambito educativo.

In ogni esercitazione proposta risulterà utile informare il soggetto della postura scorretta e far prendere coscienza della corretta, attraverso sollecitazioni di diversa natura in situazioni più o meno facilitate. In base alla nostra esperienza, l’educazione posturale deve essere realizzata mediante l’utilizzo di diverse tecniche proprie della chinesiologia.

Tra queste quelle da noi più utilizzate sono:

1. esercizi propri della ginnastica educativa

2. esercizi di allungamento muscolare

3. esercizi tratti dai principi delle tecniche Alexander, Feldenkrais ed Eutonia

4. tecniche Mc Kenzie e Mézières modificate

5. esercizi specifici di respirazione, rilassamento, training autogeno, automassaggio.

TECNICHE E METODI UTILIZZATI

Per tecniche proprie della ginnastica educativa intendiamo l’insieme delle esercitazioni ginniche classiche dell’educazione fisica.

In questo ambito racchiudiamo i gesti più semplici a corpo libero (flessioni, estensioni, spinte, circonduzioni) utilizzati in prevalenza durante il riscaldamento; gesti più complessi anche con piccoli sovraccarichi (piegamenti, affondi, esercizi classici per la parete addominale) utilizzati nella parte centrale della lezione; gesti tipici della vita quotidiana (sollevare un peso, prendere un oggetto ecc.) basati sui principi meccanici del “sollevamento pesi”, che saranno introdotti gradualmente dopo un adeguato macrociclo preparatorio.

Riferendoci più specificatamente all’ambito dell’educazione posturale, tali esercitazioni saranno utili per una stimolazione propriocettiva ovvero delle capacità coordinative, in modo particolare dell’equilibrio.

Per allungamento muscolare intendiamo sia gli esercizi di allungamento passivo suggeriti dai diversi autori negli anni (Kabat 1958, Anderson, 1994, Solverborn 1994), sia gli esercizi attivi di slancio e molleggio che se eseguiti correttamente sono fondamentali per un corretto sviluppo muscolare (Massara, 1991).

Le tecniche Alexander, Feldenkrais ed Eutonia hanno tutte come principio generale l’educazione posturale. Alcune sono basate sulla presa di coscienza ed autoeducazione (Feldenkrais, 2003), altre soprattutto sul corretto mantenimento delle posizioni seduta ed eretta e passaggio dall’una all’altra (tecnica Alexander), altre ancora sull’economizzazione degli sforzi attraverso il contatto con oggetti (Eutonia). Secondo il metodo Mc Kenzie la maggior parte dei problemi rachidei sono dovuti ad una deformazione meccanica dei tessuti molli che va ad attivare le terminazioni nervose che trasmettono dolore (Mc Kenzie 1992); la presenza di dolore secondo l’autore è dovuta a movimenti ripetuti o posizioni mantenute ed è contrastabile, con l’assunzione di posizioni che ricerchino il ripristino delle curvature rachidee.

Secondo F. Mézierès, ideatrice dell’omonimo metodo, il corpo umano è diviso in due catene, la posteriore e l’anteriore (Souchard, 1982): in linea generale i problemi vertebrali derivano da uno squilibrio tra le due, solitamente causato da eccessiva contrazione della posteriore (mm. ischio-crurali, quadrato dei lombi, mm. paravertebrali).

Nell’ultima categoria abbiamo incluso gli esercizi specifici di respirazione definiti così perché in essi viene indirizzata l’attenzione del soggetto solo ad essa e non assieme ad altri movimenti. A tal proposito ricordiamo l’importanza che la respirazione assume nell’esecuzione di qualsiasi esercitazione appartenente a qualsiasi metodo ed esercizio considerato. Inoltre da non dimenticare gli esercizi di “idealizzazione e visualizzazione” tipici del training autogeno (Schultz, 1981) e l’automassaggio con principi di “riflessologia” per una conoscenza palpativa diretta del proprio corpo. Nessuno dei metodi succitati deve essere considerato unico ed imprescindibile: a nostro parere ognuno di essi ha dei presupposti validi, ma non può essere considerato da solo perché risulterebbe limitativo.

Alcuni dei metodi risultano addirittura in contrasto tra loro: considerarli in tal modo è un errore perché è proprio l’interazione di questi e di altri metodi studiati, che permette di raggiungere dei risultati ottimali, inducendo stimolazioni diverse con conseguente stimolazione propriocettiva utile per una educazione posturale quanto mai vasta.

Secondo la nostra esperienza in una lezione tipo di educazione posturale dovranno essere presenti, in quantità più o meno accentuate a seconda dell’intento dell’istruttore, esercizi appartenenti ad almeno tre delle cinque categorie considerate in precedenza. Considerando che le prime due categorie (esercizi ginnici ed allungamento muscolare) sono indispensabili sempre, è l’insegnante a scegliere quale o quali degli altri metodi inserire nella lezione.

RISULTATI AUSPICABILI

L’intento del nostro articolo è di analizzare la strutturazione di un lavoro in soggetti dai 40 anni fino ai 70 e più, con alle spalle una scarsa e spesso errata educazione posturale. L’obiettivo principale è di prevenire le classiche rachialgie mediante l’utilizzo di diverse tecniche proprie della chinesiologia. Tutti i soggetti sani, chi più chi meno, pur non essendo colpiti da patologie, soffrono o hanno sofferto almeno una volta nella vita di dolori vertebrali. Qualsiasi attività lavorativa, domestica o ricreativa si svolga porta necessariamente all’assunzione di atteggiamenti non corretti i quali possono influenzare in maniera lesiva la colonna vertebrale, struttura importantissima per posizione e funzionalità. A tal proposito basti pensare al carico che devono sopportare i dischi lombari nell’assunzione di diverse posizioni (figura 1).

postura 4

Forza agente sulla vertebra L3 su un soggetto di 70 Kg di peso

(da “Basi biomeccaniche nella prevenzione dei danni alla colonna lombare durante esercizio fisico” di Zatsiorskij V.M. e Sazonov V.P. – Atleticastudi n. 3-4 1988)

Secondo la nostra esperienza in un soggetto sano possono essere principalmente tre i fattori che aumentano il rischio di rachialgie:

a) muscoli, tendini e articolazioni: scarsa muscolatura sia delle strutture proprie del cingolo pelvico sia degli arti nonché scarsa mobilità articolare ed elasticità muscolo – tendinea

b) soprappeso: dover sopportare un peso maggiore rispetto a quello ideale comporta un sovraccarico di tutte le strutture ed in modo particolare di quelle annesse alla colonna vertebrale

c) stress: appare evidente che in condizioni di ansia e stress, il muscolo modifica il suo tono basale condizionando negativamente la struttura.

Un corretto programma di ginnastica preventiva, basato su l’educazione posturale, può influire positivamente su ognuno di questi fattori.

PROGRAMMAZIONE ANNUALE

Pur non prendendo in esame atleti, bensì individui con passato sportivo più o meno attivo dai 40 anni in su, riteniamo fondamentale effettuare una programmazione annuale e, perché no, pluriennale dell’educazione posturale. Suddividiamo quindi ogni stagione di lavoro, della durata di otto mesi (ottobre maggio), in tre macrocicli:

1. Periodo preparatorio

2. Periodo centrale

3. Periodo conclusivo.

La nostra personale esperienza è relativa ad un gruppo di persone, più o meno lo stesso da quattro stagioni, fatta eccezione per qualche inserimento annuale che influisce in minima parte sul contesto di gruppo (10-15% circa), le quali anche nei periodi di assenza dal lavoro di gruppo (ad esempio vacanze di natale, pasqua, vacanze estive) seguono un programma di “mantenimento”, da noi redatto nel modo più personalizzato possibile. Data questa considerazione possiamo aggiungere alla suddivisione su fatta, un altro macrociclo:

4. Periodo transitorio-mantenimento.

Le lezioni vengono svolte per due volte la settimana per un tempo di 50-60 minuti ciascuna. Nei periodi di non frequentazione della palestra viene fornito un programma di mantenimento da svolgersi almeno una volta la settimana.

Analizziamo più nello specifico il lavoro svolto nei diversi periodi.

Periodo preparatorio: corrisponde al primo mese e mezzo di attività circa ed è dedicato inizialmente alla valutazione della condizione del soggetto, anche in relazione al programma svolto negli anni precedenti. Andando avanti, nello stesso periodo, vanno create le basi tecniche e strutturali sulle quali poter lavorare in seguito. Per basi tecniche intendiamo le fondamentali posture e le regole di respirazione da dover seguire durante l’esecuzione degli esercizi base di riscaldamento, di allungamento, di condizionamento e di educazione posturale specifica. Al termine di questo macrociclo risulta utile effettuare dei test, per avere un quadro della condizione raggiunta da ogni singolo e dal gruppo in generale.

Periodo centrale: risulta essere il più lungo e articolato dei tre; va grossomodo dalla metà di novembre fino a fine aprile. In esso vengono inseriti metodi ed esercizi via via più difficili da svolgere da un punto di vista motorio; in itinere sarà utile inserire, anche in maniera più o meno casuale, degli esercizi che testino le variazioni posturali avvenute. In questo periodo si insiste, con l’ausilio di esercitazioni sempre più specifiche, sul modo corretto con il quale vanno svolti i lavori domestici o le attività lavorative in generale: rifare il letto, prendere un oggetto da terra, lavarsi il viso ed altro che possono sembrare attività semplici, ma nella esecuzione errata e ripetuta delle quali, spesso si celano le cause di rachialgie. Nell’ultimo mese di questo ciclo verranno aumentati da un punto di vista intensivo, alcuni lavori; ad esempio verrà dedicata metà della lezione ad una tecnica specifica, vuoi le posture Mézières vuoi il Training Autogeno od altro.

Periodo conclusivo: vengono ripetuti in maniera meno intensa ma più quantitativa (volume), le esercitazioni svolte nei periodi precedenti, con inserimenti di lavori alternativi per non causare assuefazione agli stimoli. Ad esempio sarà utile inserire esercizi a coppie, piccoli percorsi, esercitazione sul modello circuit training, ecc. Nel periodo in cui non verrà svolto lavoro di gruppo (dai primi di giugno a fine settembre) sarà utile preparare una scheda di mantenimento individuale: in essa verranno suggeriti soprattutto esercizi di stretching e di auto-correzione posturale (allo specchio o in coppia), da dover eseguire per non perdere i benefici del lavoro stagionale. A nostro parere discreti risultati vengono raggiunti se il programma di mantenimento viene svolto una volta a settimana per circa 30′; in tal senso bisognerà invitare il soggetto a svolgerlo almeno un paio di volte, così probabilmente una lo eseguirà!

 

Micoterapia

LA MICOTERAPIA

I funghi furono utilizzati per millenni sia nell’alimentazione che come elemento fitoterapico, per la ricerca del benessere e dell’equilibrio energetico. Negli ultimi 30 anni sono stati effettuati numerosissimi studi scientifici sia clinici che genetici. La medicina occidentale si è orientata all’isolamento e utilizzo di composti farmacologici per dare una spiegazione agli effetti terapeutici evidenziati sperimentalmente. La Micoterapia è lo strumento per la ricerca del benessere e della saluta duraturi nel tempo. Da queste ricerche sono emerse caratteristiche comuni a tutti i funghi, che dimostrano propruetà :

Immunomodulanti

Antiossidanti

Antiinvecchiamento

Da tutto ciò è nata una nuova linea : MICOSAN, un formidabile amico per il nostro benessere.

Dopo il regno animale, quello minerale e quello vegetale, c’è il regno dei funghi : i funghi hanno un regno tutto loro ! Questo perchè non sono ne piante, ne animali, ma qualcosa di diverso.

A cosa servono i funghi ?

Hanno un ruolo ecologico importantissimo perchè decompongono il materiale organico e lo trasformano in nuove sostanze nutritive per le piante.

Cosa sono i funghi medicinali?

Sono rimedi preziosi e naturali presenti in molte culture antiche e in quasi tutti i sistemi di cura. La Micoterapia nelle medicine tradizionali inizia più di 4000 anni fa.

I funghi contro lo stress

L’ambiente in cui viviamo ci sottopone a numerosissimi stress : fumo, inquinamento, sostanze chimiche ambinetali, additivi chimici alimentari, stress psicofisico, farmaci, radiazioni, onde elettromagnetiche ecc. L’incapacità di gestire uno stress eccessivo porta ad una diminuzione delle prestazioni dell’organismo, ad uno squilibrio del sistema immunitario e all’esordio di somatizzazioni e malattie con tendenza a cronicizzare : malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni, malattie tumorali, depressione, problematiche digestive, allergie, etc. I funghi terapeutici permettono di effettuare una migliore gestione dello stress, un riequilibrio generale dell’organismo ripristinandone in questo modo il funzionamento. Sono dei “tonici” e rinforzano l’organismo.

Quali sono i principi attivi principali : i Beta glucani

Quali principi attivi ausiliari contengono : lectine, steroli, triterpeni, statine naturali, adenosine, penicilline- cefolosporine.

FUNGHI COME PREBIOTICI

I funghi sono una sorta di fertilizzante intestinale, promuovono la crescita di batteri benefici probiotici. Tra i prebiotici i funghi sono una classe superiore : esplicano azione microbicida grazie ai terpenoidi e rispettano i batteri che ci proteggono.

COSA SONO I BETAGLUCANI ?

I Betaglucani sono definiti BRM Biological Response Modifiers (modificatori di risposta biologica o adattogeni) perchè svolgono la loro azione immunomodulante attivando l’immunità dell’organismo ospite. Il contenuto in Betaglucani di Micosan è tra i più elevati nel mercato.

PERCHE’ ABBIAMO INTEGRATO LA VITAMINA C ?

Perchè ha la capacità di “rompere” le grandi molecole riducendone la viscosità ed aumentandone esponenzialmente l’assorbimento.

I principali FUNGHI contenuti e le loro PROPRIETA’

AGARICUS BLAZI MURRIL

Nemico delle allergie – Migliora la pelle – combatte i batteri.

CORDYCEPS SINENSIS

Tonico renale – Energetico – Antinvecchiamento cerebrale

HERICIUM

Attivo sull’invecchiamento cerebrale – Attivo nei deficit cognitivi, memoria, nello stress e nell’insonnia – Efficace nei disturbi intestinali quali : coliti, disbiosi.

MAITAKE

Efficace nella sindrome metabolica e della linea, amico del cuore.

PLEUROTUS OSTREATUS

Antiossidante – Ipocolesterolemizzante

POLIPORUS UMBELLATUM

Efficacissimo nel drenaggio linfatico e nello stimolo alla diuresi pur mantenendo i livelli di potassio. Rafforza la pelle nei disturbi come acne e dermatiti.

REISHI

Fungo della longevità – Nemico delle allergie. Antivirale – Anti infiammatorio – Attivo nelle malattie respiratorie – Antifungino

SHITAKE

Spazzino dei vasi e delle arterie. Amico ed alimento della flora batterica intestinale “buona” – Attivo nella prevenzione delle ipercolesterolemie – Ipotensore e ipouricemizzante.

micosan

YIN e YANG nella medicina tradizionale cinese

yin yang

YIN E YANG

la teoria yin – yang è un concetto filosofico della cultura cinese, rappresenta un principio secondo il quale possono venire interpretati tutti i fenomeni della natura.

E’ applicato a tutte le forme delle arti e della scienza della cultura tradizionale cinese.

La fisiologia, la patologia e la terapia della MTC fanno capo a questo concetto.

E’ il sistema mediante il quale vengono interpretati tutti fenomeni secondo la MTC. E’ un concetto filosofico che si applica a tutto (arte,lavoro…). Ha una plasticità di azione molto ampia, che bisogna saper gestire.

Interpretazione del concetto yin e yang

secondo la logica occidentale (che origina dalla logica aristotelica), la realtà si basa sull’opposizione dei contrari e sul fatto che due aspetti, opposti fra loro non possono essere veri contemporaneamente.

Il concetto della logica cinese vede nello yin e yang un sistema di rappresentazione di qualità opposte MA COMPLEMENTARI; ovvero ogni fenomeno rappresenta anche il suo contrario.

Il più antico testo cinese in cui si trovano riferimenti allo yin-yang è l’ Yi Jing il “libro dei mutamenti” (o i King) risalente a circa il 700 a.C.

L’equilibrio è una condizione dinamica che prevede in un macrosistema (sistema uomo) una condizione di indivenire, di equilibrio che si sposta tra fasi di salute e fase di malattia e quest’ultima sono importanti per la persona.

il concetto di COMPLEMENTARIETÀ mi dice anche che nella malattia io sto preparandomi a guarire. Questo concetto è sviluppato in maniera più estesa nel testo i King. In questo testo lo yin e lo yang sono rappresentati attraverso delle linee intere e spezzate (sistema binario).

Questo libro dice che questa condizione è dinamica (vale per tutti i settori della vita: economici, finanziari, medici) e quindi è frutto di un mutamento e quindi ha bisogno di un tempo per svilupparsi e ogni condizione ha un’energia potenziale che se trovi la causa esterna, diventa cinetica. Questo libro trasmette questi principi a tutti i casi della vita quotidiana analizzando l’integrazione degli opposti, cioè le linee (sistema binario che scompone il sistema yin-yang). Per convenzione linea yin = linea spezzata – – linea yang = linea intera – .

Questo sistema viene combinato per creare un insieme di condizioni in divenire dalla combinazione di queste linee.

Le combinazioni delle 2 linee intere (yang) e spezzate (yin) descrivono il movimento dello yin e dello yang. Considerando il concetto base secondo il quale yin e yang sono un sistema di rappresentazione di 2 condizioni complementari, il sistema a 3 linee offre una gamma di interpretazioni molto più avanzata e raffinata.

Nella yi jiing la combinazione degli 8 trigrammi dà luogo a un complesso sistema composto da 64 esagrammi; un esagramma è formato da 6 linee, ovvero 2 trigrammi combinati fra loro.

E’ anche lo scorrere di un tempo; è anche il sistema che ci consente, secondo la MTC, di collocare l’individuo all’interno di un ecosistema che subisce l’influenza dello scorrere del tempo (in senso assoluto, clima, giorno-notte, della persona…) e mi permette di connettere il tempo con una parte del mio organismo. Il sistema ha una fluttuazione :

RELATIVA ovvero come un disequilibrio

DIVENIRE cioè come una fase di compensazione

Le 2 condizioni estreme di yin e yang sono realtà ideali, quello che si avvicina alle manifestazioni reali di un fenomeno è una PREVALENZA, ovvero un crescendo o un diminuendo. Il modello di interpretazione a 3 linee offre invece una gamma di interpretazioni. Serve per vedere dove gira l’energia (se verso la salute o la malattia). Questo meccanismo ci permette di capire in 5 movimenti (che è il sistema OMEOSTATICO – tendenza all’equilibrio, visto come fattore dinamico e come fattore di relazione con l’ambiente a livello fisico, emotivo, meccanico…) del nostro organismo secondo la visione della MTC.

SISTEMA DELL’ENERGIA DEL MIO CORPO (dinamico tra salute e malattia)

Questo sistema ha una direzione; questo schema serve per leggere come tutti vari sistemi del nostro corpo si armonizzano ed eventualmente posso manifestare la somatizzazione. L’uno si trasforma nell’altro ma uno consuma l’altro.

Secondo la tradizione cinese questo sistema rappresenta un metodo di divinazione, ovvero un sistema di interpretazione dei segni della natura attraverso la relazione cielo (yang), uomo, terra (yin).

L’Yi Jing non è un semplice testo per la divinazione, ma un testo di interpretazione dei vari aspetti della realtà. Contiene in forma avanzatissima il principio dei mutamenti e della relazione causa-effetto che lega tutti gli aspetti della vita.

natura dello yin e dello yang

Lo yin e lo yang rappresentano un modello di lettura funzionale di un evento.

Lo yin e lo yang è un modello di lettura funzionale. L’ ideogramma della parte yin rappresenta la parte in ombra della collina. La parte yang la parte in luce della collina.

Yin e yang sono fenomeni che vanno contestualizzati e vanno resi relativi alla questione di cui stiamo parlando. Centrifughi : fenomeni che vanno dall’interno all’esterno

Yin e yang sono criteri di definizione di eventi, ci servono per acquistare una terminologia.

Equilibrio con la natura significa tutte le capacità di compenso che posso attivare singolarmente o insieme dando la possibilità alla mia terapia (fitoterapica, ayurvedica, cromopuntura…) mi favoriscano questa condizione di equilibrio, perché chi guarisce è la persona non sono le sostanze che diamo alla persona a farlo guarire, ma sono le sostanze attivano i meccanismi di stress a un livello di meccanismo tale che poi possa guarire da sé. Questa tendenza a mantenere l’equilibrio è un fattore dinamico; non passo dallo star male allo star bene,ma attraverso vari equilibri.

La scrittura cinese si basa sugli ideogrammi, che rappresentano un tipo di scrittura simbolica, capace di evocare un complesso di immagini e di azioni.

Gli ideogrammi cinesi di yin e yang simboleggiano la parte in ombra (yin) e soleggiata (yang) di una collina.

La MATERIA è un equilibrio fra forze di attrazione e repulsione fra cariche atomiche.

La REGOLAZIONE di tutti gli equilibri fisiologici avviene per mezzo di sistemi in apparente antagonismo tra loro: -sistema simpatico e parasimpatico

-sistema reticolare eccitatore e inibitore

-sistemi adrenergici e colinergici

-equilibrio acido-base

-i feedback endocrini

Il concetto base che si deve estrarre dallo yin e yang è che l’uomo deve vivere in armonia con la natura, e che anch’esso, è sottoposto alle leggi della natura.

Il concetto di salute è legato alla capacità dell’uomo di armonizzarsi con essa attraverso il mantenimento di un equilibrio dinamico.

In base a questo sistema, possiamo sapere come prevenire, come curare… In base alle problematiche che si prendono in considerazione (anche in base alle stagioni), il nostro comportamento nelle varie stagioni influenza la resistenza del corpo anche nella stagione successiva. Questo da l’idea anche di una ciclicità di eventi che poi si ripetono. L’idea è che ogni fenomeno ha in sé la radice del fenomeno opposto; gli aspetti yin e yang non sono separati dal nostro corpo; anche se le manifestazioni che io leggo possono essere yin o yang, però sono frutto di una dinamica che funziona, tende a funzionare in maniera equilibrata del nostro organismo. E si manifesta (questa dinamica) con gradi diversi (abbiamo fame, sonno, caldo….) abbiamo un’alternanza di fasi che acquista un valore diagnostico se sono presenti in maniera anomala, accentuata. Di solito potremo visualizzare tabelle dove gli eventi yin e yang si mettono in relazione gli uni cogli altri.

Trasformazioni dello yin e dello yang

l’alimento è yin mentre l’energia dell’alimento e yang. Quello che nutre è yin quello che protegge è yang. Consideriamo un viscere una struttura di passaggio, mentre l’organo una struttura compatta che lavora e produce. Poi l’organo in sé ha una parte yin e yang. Energia e sangue sono in relazione per il fatto che il sangue è la parte compatta, globulosa; l’energia è qualcosa che si assimila al sangue (es.energie nutritive, quindi yang perchè producono movimento). Va ricordato che lo yin e lo yang mutano gli uni negli altri : non si parla di energie diverse, ma di manifestazioni diverse della stessa energia. Dobbiamo quindi capire come questi 2 aspetti possono essere interconnessi. La menopausa è vista come un deficit dello yin : una mancanza di sangue. Questa mancanza è strettamente connessa con fenomeni yang che si vedono perché in eccesso (caldo, disturbi emotivi). Mancando uno di questi vedo aumentare l’altra (apparentemente).

Il senso dinamico dello yin e yang è espresso dal concetto di continuo mutamento (trasformazione), di tutti i fenomeni naturali. Es. l’acqua che si presenta sotto vari stati d’aggregazione, liquido, gassoso, solido.

Questa trasformazione corrisponde a diversi stati d’aggregazione della materia (es. menopausa : caldo, deficit di sangue….).

Per la MTC tutte le energie del corpo si possono manifestare sotto un grado diverso di aggregazione. In realtà l’energia è una sola che è quella vitale della persona. Poi prende vari nomi (energia respiratoria, mentale, degli alimenti….). Questo sistema mette in relazione aspetti concreti, con altri più rarefatti e mi consente di creare uno schema di trattamento per cui si possa raggiungere l’equilibrio. Ciascun tipo di energia può avere una manifestazione yin o una yang. Si parla sempre dello stesso tipo di energia della persona, ma con stati di aggregazione diversi, che mutano (es. l’energia del respiro, diventa l’energia del sangue : l’ossigeno entra va sui globuli rossi e nutre i tessuti). Noi facciamo distinzione solamente in fase di aggregazione, in fase dinamica. Possiamo interagire seguendo come l’energia entra e muta all’interno del corpo della persona (un problema di deficit di sangue, diventa un deficit di memoria).

Yang : rappresenta lo stato più rarefatto della materia (energia, salita, espansione). Es. dell’acqua corrisponde al vapore.

Yin : rappresenta lo stato più denso della materia (materia, contrazione, discesa). Es. dell’acqua corrisponde al ghiaccio

Punti relativi all’interdipendenza (ovvero dipendono uno dall’altro) di yin e yang

yin e yang sono complementari (si completano a vicenda). Lo yang contiene la radice dello yin e viceversa.

Nessun aspetto è totalmente yin o viceversa.

La relazione e l’interdipendenza dello yin e dello yang vengono rappresentate con il simbolo chiamato “tai ji” (tai = grande ji = principio).

Lo yang muta nello yin e viceversa

Relazione yin e yang

Leggi che governano il principio di yin e yang

-opposizione

-interdipendenza

-reciproca trasformazione

-mutuo consumo

1 opposizione (collaborazione) a volte bisogna agire sullo yin per sistemare lo yang e viceversa.

Esprime il concetto che la contrapposizione costituisce la FORZA MOTRICE secondo la quale si realizzano tutti i cambiamenti, (i cambiamenti avvengono secondo un’energia potenziale che ha il nostro corpo) dallo sviluppo al decadimento.

L’opposizione è RELATIVA, in quanto nulla è di per sé yin o yang (è sempre in relazione a qualcosa)

Il risultato di questa tendenza all’opposizione è uno stato di EQUILIBRIO DINAMICO (contemporaneamente yin e yang indicano una tendenza all’unificazione).

Dobbiamo nutrire primariamente le sostanze yin (sostanze strutturali, liquidi….) nel nostro corpo. Bisogna sempre tener presente gli aspetti nutritivi dello yin e dello yang generali del corpo. Una malattia per potersi trasformare, crea tutta una serie di adattamenti all’interno dell’organismo. Non è frutto solo dell’impegno di un sistema: il corpo tende ad equilibrarsi e quindi a star bene. Quando si manifesta un disturbo è perché tutti i sistemi di protezione, di compenso non funzionano più : il range di stress non viene controllato e il corpo manifesta un disturbo. Lo stress è l’insieme delle condizioni che portano sofferenza, l’energia dell’organismo diminuisce (quando si supera il range). Bisogna considerare il tempo di risposta (alla guarigione) dell’organismo come positivo, in cui l’organismo comincia ad accumulare una serie di input che trasforma e risolve la questione.

2 interdipendenza

mi dice che non esistono fenomeni solamente yin o solamente yang. Mi dice anche che in certe condizioni sono complementari : anche nell’eccesso di yang ho yin e viceversa. L’eccesso di un fattore lo devo trattare perché è sempre in funzione alla mia tendenza organica a ribilanciarmi, quando c’è un eccesso, esaurisce l’organismo se diventa cronica. L’eccesso di yang (di calore) nel tempo mi asciuga i liquidi e può portare al blocco dell’intestino perché le feci si asciugano troppo. Mentre una iperfunzione (yang) mi crea questi problemi, un eccesso di yin (tipo candida: mucosità, biancastra, secrezione; è un funghetto). Un tumore è eccesso di yin perché sono sostanza. Quando manca una componente, l’altra tenda liberarsi, a sradicarsi, perciò si rafforza lo yin per farlo radicare, rendendolo più forte. A ogni organo corrisponde un’energia emotiva, impalpabile e se quest’organo patisce di questo problema yin, si ha lo sradicamento dello yang fino a interessare anche lo SHEN (la parte emotiva).

Esprime il concetto della COMPLEMENTARIETÀ DEGLI OPPOSTI. Ogni cosa contiene forze opposte che si escluderebbero l’un l’altro, ma che nello stesso tempo, affinché possano esistere sono necessarie entrambe.

Yin e yang hanno l’uno la radice dell’altro, “la radice dello yang è nello yin e la radice dello yin è nello yang”

3 reciproca trasformazione

Legato a condizioni intrinseche (riguardano l’organo che avranno fasi yin e yang a seconda del periodo) e condizioni esterne temporali (dipendono dall’ambiente in cui il mio organismo lavora e non dall’organo). L’alimentazione fa parte di questo gruppo.

Yin e yang si trasforma continuamente l’uno nell’altro, questa trasformazione avviene per due condizioni : -condizioni intrinseche dell’oggetto, attivate da una causa esterna induce un cambiamento, quindi in relazione alle proprietà interne già presenti nel sistema oggetto del cambiamento

-condizioni esterne temporali, yin e yang si trasformano quando esistono delle condizioni idonee al cambiamento.

4 mutuo consumo

Ritrovo quando ho l’esaurimento e il compenso di uno dei 2 fattori.

L’equilibrio dinamico dello yin e dello yang è mantenuto tramite un continuo aggiustamento dei livelli relativi. Quando yin e yang sono “sbilanciati”, COMPENSANO le loro proporzioni in modo da raggiungere una nuova situazione di equilibrio.

Considerando una condizione di equilibrio dinamico, ci sono 2 possibili cause di “squilibrio” da prendere in considerazione

-AUMENTO (eccesso)

-DIMINUZIONE (spostare verso l’alto lo yin per riequilibrare il sistema)

L’opposizione vede i 2 aspetti come fossero staccati, ma come origine del loro movimento. Può diventare anche una forza motrice, di movimento. Interdipendenza e opposizione sono leggi di movimento. L’uno dipende dall’altro per poter esistere in funzione dell’equilibrio omeostatico del sistema. Reciproca trasformazione e mutuo consumo l’uno si trasforma nell’altro ma è vero anche che uno consuma l’altro (il massimo dello yang consuma lo yin e il massimo dello yin tende a bloccare e far restare immobile lo yang).

Preponderanza yin

nel tempo mi consuma anche lo yang e fra i segni e le manifestazioni vedrò preponderanza di fenomeni yin (liquidi….). I problemi di stress nel tempo vengono equilibrati. L’organismo cerca sempre di riportare tutto a un livello di controllo di stress ragionevole.

L’eccesso di yin consuma lo yang

Fra i segni manifesti saranno presenti evidenti e prevalenti qualità yin (viceversa per lo yang)

Debolezza yin

se lo yin è debole,lo yang è in eccesso apparente (relativo). viceversa per lo yang. Detto calore vuoto, fuoco vuoto.

Uno squilibrio energetico non possiamo misurarlo. Un eccesso di yin nel tempo tende a consumare lo yang. In caso inverso saranno condizioni di calore, arrossamenti, agitazione, iper … Ma l’eccesso è reale o apparente? Una debolezza di uno dei 2 rende in eccesso apparente l’altro. Durante la valutazione energetica devo capire e riconoscere se ho un evento yang pieno da disperdere o un evento yin da nutrire. Quando la struttura di un organo non è equilibrata anche la sua funzione non è equilibrata. Viceversa se la sua funzione è iperstimolata, gradualmente anche la sua struttura andrà a patire (mutuo consumo).

Yin e yang applicati alla medicina

La fisiologia, la patologia, la diagnosi e il trattamento sono tutti riconducibili al principio dello yin e dello yang, senza l’applicazione di questo concetto non esiste la pratica corretta della medicina cinese.

Es. nelle modalità di trattamento si parla di

tonificare lo yin o lo yang

disperdere lo yin o lo yang

riferimenti yin yang con la struttura del corpo

Nel riferimento alle strutture corporee bisogna ricordare che il concetto che si parla di yin o yang solo in senso relativo. Es. il torace è yang in relazione all’addome, ma è yin in relazione alla testa.

applicazione pratica dei 4 aspetti della relazione yin yang relazionandomi sempre a yin e yang, io trovo alla fine il termine di riferimento per poter dire: ma l’energia di queste persone come sono piene vuote? è forte, sta reagendo alla malattia per cui lo devo aiutare togliendo un po’ di sintomi che guarisce da sé oppure è indebolito, da sé non guarisce, gli devo dare forza e energia?

Il medico che ri-vorrei

medico

Avendo un contatto diretto con molte persone, sentiamo molti commenti e pareri su svariati argomenti. Uno di questi è il rapporto ODIERNO che si ha con i medici, soprattutto quelli di base, una volta chiamati i “medici della mutua”.

Io posso dire di avere la fortuna di non vedere medici (e di non averne bisogno) da più di 20 anni (non che prima li vedessi…), al punto che il medico di base che ho acquisito quando mi sono trasferito più di 12 anni fa, è andato in pensione senza mai avermi visto o io visto lei.

Il ricordo che ho del mio “medico della mutua” di quando ero piccolino è bello ! Non era solo un medico, ma una persona che VERAMENTE ti conosceva : ti chiedeva, ti ascoltava, ti visitava, sapeva tutto di te !

Ricordo anche il BELLISSIMO consiglio che aveva dato ai miei genitori quando mi avevano portato per una visita a causa di un principio di “piedi piatti” ; la sua “cura” è stata : “macchè scarpe ortopediche ! fatelo andare a piedi nudi il più possibile, soprattutto sui sassi…”. Ebbene, dopo neppure un anno avevo risolto il mio problema !!! E avevo la scusa per girare scalzo appena potevo !

Oggi non sembra più così il rapporto “medico-paziente”; sembra sempre più freddo, più meccanico…

Secondo noi, un buon medico deve saper andare più a fondo del problema; leggere i messaggi criptati del nostro corpo e intervenire sulle CAUSE degli eventuali squilibri oltre che sul sintomo immediato.

La febbre, ad esempio, semprechè non raggiunga temperature elevate, non è altro che un messaggio del nostro organismo che ci segnala una battaglia in corso contro agenti patogeni infiltratisi nel corpo.

Tentare di sopprimerla riempiendosi di farmaci, naturali e non, è concettualmente sbagliato : significa indebolire il nostro sistema immunitario, riducendolo all’apatia e all’inattività, rendendolo dipendente dall’intervento chimico del farmaco in qualsiasi situazione, presente e futura.

Nella maggior parte dei medici odierni, la “conoscenza” della persona viene meno; ciò che conta non è curare la persona ma debellare la malattia, è sperimentare il farmaco che vada bene per tutti coloro che soffrono di quel disturbo, senza considerare che ogni individuo è UNICO.

Sia chiaro, questo non significa che la medicina allopatica è sbagliata, al contrario : alcuni farmaci chimici, così come alcuni interventi della chirurgia, sono IMPRESCINDIBILI nel trattamento di alcune patologie e bisogna DIFFIDARE da chi dice il contrario.

Tuttavia sarebbe opportuna l’apertura di tutti verso nuovi orizzonti e idee in modo da abbinare l’uso di rimedi naturali, dove possibile, con la ricerca delle cause della malattia per debellarla alla fonte (visione olistica dell’individuo), arricchendo la medicina classica di nuove metodiche e non destabilizzandola.

Un piccolo accenno di  storia : la paternità della medicina moderna viene riconosciuta ad Ippocrate. Per lui la figura del medico è molto prestigiosa e non può essere divisa da quella dell’uomo. Come uomo il medico non è infallibile. Per sopperire a questo “difetto” egli deve applicarsi allo studio e all’aggiornamento costante con serietà e diligenza e comportarsi da “filosofo”, nel senso di colui che ama e conosce la scienza e che ricerca il sapere. Egli deve inoltre condurre uno stile di vita equilibrato e mostrare sempre la massima attenzione verso tutti coloro che hanno fame di sapere.

Già ai primi del XVIII secolo, il medico-filosofo tedesco Georg Ernst Stahl ascrive la salute del corpo quasi esclusivamente all’anima introducendo l’importanza della capacità profonda di autoregolazione di ciascun uomo, limitando in parte il predominio della fisicità umana.

Questa è la prima volta che si dà importanza alla psiche nella gestione dello stato di salute.

Tutta la medicina biologica ritiene elemento fondamentale per il mantenimento del benessere e della salute l’equilibrio dello stato psichico.

La vera svolta nella visione della medicina si deve a Christian Friedrich Samuel Hahnemann (fine del XVIII secolo), che propone una nuova visione del medico, del paziente e della medicina in generale. Persona geniale nella vita e negli studi, viene colto da crisi esistenziale e un giorno (nel 1789) uscendo nella sala del suo ambulatorio piena di pazienti esclama :

Amici mie, potete andarvene. Purtroppo io non sono in grado di alleviare le vostre sofferenze. Non so guarirvi. Perciò non voglio rubare il vostro denaro”.

Così facendo mette fine alla sua carriera di medico brillante, chiudendo l’ambulatorio e dichiarando pubblicamente la totale inefficacia delle terapie mediche della sua epoca. Dopo varie vicissitudini, nel 1804 scrive l’opera fondamentale della dottrina omeopatica, Organon, dell’Arte di Guarire.

Compilerà anche la Materia Medica Omeopatica, imponente trattato contenente l’elencazione di tutti i sintomi annotati, studiati e catalogati che derivavano dalle sperimentazioni dei rimedi omeopatici sull’uomo sano. In campo medico susciterà infinite polemiche e moltissimi nemici che si scaglieranno contro di lui.

Dal 1810 a oggi sono passati più di due secoli, ma le faziosità sull’omeopatia sono ancora esistenti. Ora è accettata da molti ma rifiutata dalla maggioranza. Elevata agli onori del mondo accademico in alcune nazioni, in molte altre (inclusa l’Italia) è messa al bando.

La medicina naturale, (con questo termine ci si riferisce quasi sempre a medicina biologica o medicina biointegrata) sta prendendo sempre più piede.

La medicina biologica o biointegrata ha un’impostazione che pone in primo piano il paziente e solo in seguito analizza la malattia. Lo scopo primario è il mantenimento o il ripristino del potere di autoguarigione (o guarigione endogena, cioè dall’interno). Il mezzo per raggiungere detta finalità consiste nell’impiego di alcune bioterapie, considerate i fondamenti della medicina biologica stessa.

Tra le bioterapie abbiamo : l’omeopatia, l’omotossicologia, la fitoterapia, la gemmoterapia, l’oligometalloterapia, la litoterapia dechelatrice, la nosodoterapia, l’isoterapia, l’organoterapia e la terapia con aminoacidi, metalli, vitamine e integratori alimentari. Ad esclusione di quest’ultima e della fitoterapia, tutte le bioterapie sfruttano il principio della farmacodinamica di impostazione omeopatica-hahnemanniana che diluisce e dinamizza il rimedio.

La CELLULITE

cellulite

La CELLULITE

La cellulite ha un nome medico molto più complesso, si chiama :

PANNICULOPATIA EDEMATO- FIBRO-SCLEROTICA (PEFS).

Vediamo insieme di capire di cosa si tratta:

Panniculopatia: perché c’è un’infiammazione del tessuto adiposo.

Edemato: perché è caratterizzata da un edema, cioè un accumulo di liquidi nei tessuti.

Fibro-sclerotica: perché con il tempo peggiora fino a formare noduli dolorosi al tatto (maggior produzione di tessuto connettivo-fibroso) con compromissione del microcircolo.

La cellulite non è solo un fattore estetico, ma una vera e propria patologia del microcircolo e colpisce le donne indipendentemente dal fatto di essere magre o grasse.

La Cellulite peggiora nel tempo se non si prendono dei provvedimenti, possiamo riconoscere ben 4 stadi di questo problema.

Gli stadi della cellulite:

  1. Edematoso : c’è ristagno di liquidi, con pesantezza e gonfiore alla gambe

  2. Circolatorio : l’edema e l’infiammazione rallentano il microcircolo

  3. Fibroso : formazione di noduli fibrosi, pelle con aspetto “a buccia d’arancia”, con progressiva perdita di elasticità della pelle.

  4. Sclerotico: la pelle viene detta “a materasso”, perché ci sono vistosi avvallamenti e dolore al tatto.


Le cause della Cellulite:


Cause primarie:

  1. Il fatto di essere Donna! Ebbene sì, la cellulite è tutta femminile e dipende dagli ormoni femminili, estrogeni (favoriscono l’accumulo di liquidi) e progestinici (favoriscono l’accumulo di grasso)

  2. La componente ereditaria è importante, diciamo quindi che la Cellulite in parte si eredita! O per lo meno si eredita la predisposizione ad averla.


Sulle cause primarie non possiamo agire.


Cause secondarie:

  1. Eccesso di ormoni femminili, per esempio con l’utilizzo della pillola anticoncezionale o altre terapie ormonali

  2. Gravidanza e allattamento

  3. Eccesso di insulina

  4. Disfunzioni della tiroide


Le cause secondarie possono aggravare le cause primarie


Cause terziarie dette anche aggravanti:

  1. Alimentazione scorretta

  2. Cattiva digestione

  3. Stitichezza

  4. Scarsa attività fisica

  5. Postura scorretta con bacino in retroversione

  6. Stress

  7. Insonnia

  8. Vita sregolata

  9. Abbigliamento troppo stretto e costrittivo o busti ortopedici

  10. Tacchi alti tutto il giorno e/o calzature strette


Sulle cause terziarie possiamo lavorare tantissimo!


Dopo aver capito le cause e lo stadio della cellulite in cui siamo, possiamo cominciare a lavorarci!

Cosa possiamo fare?

La regola principale è PREVENIRE!

Le 5 regole d’oro per prevenire e combattere la cellulite:

1. Una sana alimentazione

2. Movimento fisico regolare

3. Fitoterapia per uso interno, per drenare, depurare l’organismo e regolarizzare l’intestino

4. Prodotti cosmetici con ingredienti attivi e di origine vegetale, bio disponibili ed efficaci. Da usare con regolarità.

5. Il massaggio e l’automassaggio

Partiamo dall’alimentazione, ecco alcuni consigli per prevenire la cellulite, per aiutare a ridurre gonfiori e migliorare il microcircolo.

Indipendentemente dal vostro peso, se soffrite di cellulite bisogna scegliere i cibi giusti che favoriscono la diuresi, che abbiano proprietà antinfiammatorie, a basso impatto glicemico e che aiutino a tenere a bada la voglia di dolci o di cibo spazzatura. Non sempre è necessaria una dieta ipocalorica e restrittiva, l’importante è seguire queste 3 indicazioni:

1. Alimenti antinfiammatori: perché la cellulite, è un’infiammazione del tessuto sottocutaneo, che porta a edemi, problemi del microcircolo, fino alla sclerotizzazione del tessuto stesso. (fonte:Società Italiana di Medicina Estetica). Per ridurre lo stato infiammatorio dei tessuti è importantissimo seguire una dieta alcalina, ricca di verdura, legumi e fibre e povera di carboidrati, carne, formaggi grassi

2. Alimenti con basso indice glicemico: perché gli zuccheri aumentano l’acidosi e l’infiammazione dei tessuti

3. Alimenti che hanno proprietà diuretiche e disintossicanti: perché favoriscono la diuresi e riducono edemi e tossine dall’organismo

Cibi che migliorano la cellulite e il benessere dell’organismo:

– Germogli di porro, cavolo rosso, alfa-alfa dall’azione diuretica e remineralizzante

– Asparagi dall’azione depurativa, diuretica

– Olio lino, borragine, canapa, frutta secca (noci, mandorle), semi oleosi (girasole, sesamo, zucca) ricchi di Omega 3-6 dalle proprietà antinfiammatorie.

– Proteine vegetali come fagioli, lenticchie, ceci, ricchi di fibre e sali minerali

– Fibre vegetali: verdura fresca come cetriolo, lattuga, spinaci, dall’azione detox e ricchi di Sali minerali, sedano, diuretico ricco di potassio e vitamina C, carote, ricche di antiossidanti e alcalinizzanti, pomodori ricchi di antiossidanti, finocchi diuretici e ricchi di fibre per l’intestino.

– Frutta: Mirtilli, antiossidanti e vaso protettori, Ananas e Papaya, dalle proprietà drenanti, digestive e antinfiammatorie

– Spezie, da usare al posto del sale, come curry, curcuma (antinfiammatoria), zenzero (detox)

– Alghe, come, Spirulina, Clorella, Fucus, Wakame, Klamath ricche di clorofilla, antiossidanti, sali minerali, diuretiche, detox, favoriscono l’accelerazione del metabolismo. Non adatte a chi soffre di iper tiroidismo o assume farmaci per la tiroide.

– Tisane per bere di più e drenare i liquidi, a base di piante come: TARASSACO, linfa di betulla, asparago, gramigna, ciliegio peduncoli, EQUISETO, gramigna, mais, ORTICA, pilosella, verga d’oro, scorze di limone.

Cibi che peggiorano la cellulite:

– Sale: responsabile di ritenzione idrica

– Cibi ricchi di sale e/o conservanti come: salumi, carne, formaggi grassi e stagionati, favoriscono il ristagno dei liquidi;

– Cibi fritti, pieni di grassi saturi

– Dolci, dolciumi e zucchero raffinato, dall’azione infiammatoria e ipercalorica

– Caffè, bibite zuccherate, energetiche o alcoliche, a cui preferire tisane e tè verde

– Burro, troppo grasso e ricco di grassi saturi, a cui preferire l’olio di oliva, ricco di vitamina E e antiossidanti

Una sana alimentazione è la base per la salute e la bellezza del corpo, mente e spirito!

ARGENTO COLLOIDALE

argento-colloidale

L’argento colloidale è conosciuto da molto tempo in ambito medico alternativo per le sue speciali proprietà. È denominato l’antibatterico più potente che esiste in natura ed ha il potere di uccidere tutti i virus e i batteri in 6 minuti. Già dai tempi dei greci e dei romani, le corti reali usavano banchettare con posate d’argento in recipienti dello stesso metallo, tanto che si diceva il sangue nobile blu derivasse a causa delle minute tracce del puro metallo che assimilavano regolarmente. L’argento Colloidale di Flowers of Life è classificato Dispositivo Medico di classe I, secondo la direttiva CEE 93/42 (D.lgs. 46/97).

BENEFICI E CARATTERISTICHE

L’argento colloidale è senza sapore, senza odore e non irrita i tessuti sensibili. Può essere assunto oralmente, come pure collocato su una garza e applicato direttamente su tagli, abrasioni, piaghe aperte e verruche. La ricerca biomedica ha dimostrato che nessun organismo conosciuto per causare malattie (batteri, virus e funghi) può vivere più di qualche minuto in presenza di una traccia, seppur minuscola, dì argento metallico. Un antibiotico uccide forse una mezza dozzina di differenti organismi patogeni, ma l’argento ne elimina circa 650. Inoltre, i ceppi resistenti non riescono a svilupparsi quando viene usato l’argento, mentre per il nostro organismo è virtualmente atossico. Le soluzioni d’argento sono antibatteriche per concentrazioni di 10 organismi per ml diStreptococcus Pyogenes, Staphylococcus Aureus, Neisseria Genorrhoeae, Gardnerella, Vaginalis, Salmonella Typhi e altri patogeni enterici e funghicide per Candida Albicans, Candida globata eM.Furfur”. L’argento stimola profondamente la guarigione della pelle è di altri tessuti soffici, in un modo diverso da ogni processo naturale conosciuto e uccide le più pericolose infezioni di tutti i tipi, inclusi i batteri e i funghi che ci circondano.

INGREDIENTI

Acqua piovana bidistillata, Argento 999,/1000 40ppm (max contenuto). Prodotto con metodo Robert O’Becker. Non contiene conservanti.

RICERCHE SCIENTIFICHE e INDICAZIONI TERAPEUTICHE

Abrasioni, Adeno Virus, acne ed antrace, allergie, affaticamento cronico, artrite reumatoide, batteri, bruciature, candida, cancro, catarro, cattivi odori, cistite, coliti, congiuntivite, dermatite, diabete, diarrea, difterite, dopo sole, eczema, emorroidi, febbre da fieno, foruncoli, funghi, fuoco di Sant’Antonio, gastriti, herpes, impetigine, indigestioni, infezioni Crypro Pondium, gastrite, infezioni da parassiti, infezioni da stafilococco e streptococco, infezioni dei seni nasali e paranasali, polmonite, infiammazioni alla vescica, infezioni intestinali, influenza, lupus, malaria, meningite, otite, parassiti del sangue, piede d’atleta, piorrea, poliomielite, polmonite, raffreddore, reumatismi, salmonella, sangue avvelenato, scarlattina, scottature, seborrea, sifilide, tetano, Tinea Corporis (ringworm), tonifica la pelle, tonsilliti, tosse, tosse convulsa, ulcera, vasculopatia maculata, verruche, ecc.

POSOLOGIA

Si consiglia di cominciare con due cucchiaini al giorno (il cucchiaino deve essere di materiale non ferroso, plastica o argento). Utilizzare la metà della quantità consigliata per i bambini e qualche goccia fino ai due anni. Dopo aver assunto due cucchiaini al giorno per i primi 10 giorni, gli adulti possono scendere ad un cucchiaino al giorno ed in modo proporzionale a seconda del peso per i bambini. Se si comincia ad assumere Argento Colloidale in occasione di un raffreddore o di una influenza o a causa di qualsiasi altro virus, batterio o fungo, triplicare la dose giornaliera (un cucchiaino 3 volte al giorno per 3/10 giorni e poi passare al dosaggio sopraindicato. Al terzo- quarto giorno si potranno avvertire dolori o spossatezza. Si tratta di quella che viene definita “crisi di guarigione”, in alcuni casi può provocare un aumento della pressione sanguigna, perché quando il corpo scarica una grossa quantità di tossine tutte insieme, gli organi depurativi tendono a sovraccaricarsi e in tal caso si deve bere molta acqua che ridurrà i sintomi molto rapidamente. Se, nonostante l’assunzione di Argento Colloidale, dovessero manifestarsi comunque delle infezioni, quadruplicare la dose giornaliera. Per trattamenti topici, applicare uno o due volte al giorno una piccola quantità di prodotto sulla zona cutanea da proteggere con un batuffolo di cotone. Massaggiare fino ad assorbimento dell’acqua. Nel caso di mucosa applicare direttamente la soluzione. Può essere usato per tutte le cavità dell’organismo.

AVVERTENZE SPECIALI

Non sono noti né previsti effetti indesiderati correlati all’utilizzo del prodotto. Le prove eseguite sul prodotto ad oggi, non hanno evidenziato fenomeni di sensibilizzazione o altri effetti collaterali. Prodotto non tossico. L’utilizzo del prodotto con medicinali o altre sostanze non comporta nessuna alterazione.

Avvertenze

  • Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni.

  • Non superare le dosi giornaliere consigliate.

  • Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata, equilibra ed uno stile di vita sano.

  • La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezione integra e correttamente conservato.

Parliamo di CAPELLI (1^ parte)

Parliamo di….CAPELLI

(1^ parte )

IMPARIAMO A CONOSCERLI :

la storia ci racconta che da sempre i capelli hanno avuto un significato e un valore importante, già 2000 anni fa nell’antico Egitto, si reputava la capigliatura grande fonte di seduzione.

Oggi, sia l’uomo che la donna attribuiscono grande importanza alla cura del capello, in alcune epoche è servito per distinguersi socialmente, come le parrucche nobiliari del ‘700, i capelli lunghi ribelli negli anni ’70, le creste punk o i capelli multi color dei giorni nostri…

I capelli nella medicina cinese sono collegati all’energia dei reni, che a sua volta è collegata all’elemento acqua.

Quando si ha l’energia dei Reni scarica (stress, troppo lavoro, tensioni di vario tipo, malattie, paure), solitamente oltre a sentirci più stanchi, perdiamo più capelli.

Infatti i capelli sono strettamente collegati al sistema nervoso e sono costituiti principalmente da proteine come la cheratina (65-95%) e la melanina (che conferisce il colore ai capelli), acqua, lipidi, oligoelementi (silicio), pigmenti.

I Sali minerali utili per i capelli

Importantissimi per la vita e la salute del capello sono il ferro, lo zinco, il magnesio e il rame, che possono essere assunti anche come oligoelementi nei periodi di stress o eccessiva perdita di capelli.

Il ciclo del capello

I capelli crescono circa 1-2 cm al mese e un ciclo di crescita dura in media dai 2 ai 6 anni. Alla fuine del ciclo di crescita il capello cade e viene sostituito da un capello nuovo.

Il ciclo del capello è costituito da 3 fasi chiamate :

ANAGEN : i capelli sono in crescita ed è la fase più lunga (2-6 anni

CATAGEN : dura circa 2 settimane ed è la fase del progressivo arresto delle funzioni vitali

TELOGEN : dura circa 3 mesi ed è la fase di riposo totale, attaccato al follicolo solo da deboli legami intracellulari, è in questa fase che il capello cadrà. Dopo di che il follicolo riprenderà la fase anagen e nascerà un nuovo capello.

fasi capello

Capelli bianchi

il colore dei capelli è dato dalla MELANINA, che è una proteina colorata : ne esistono di 2 tipi : l’ EUMELANINA, scura (capelli neri) e la FEOMELANINA, chiara (capelli rossi o biondi).

Il capello, con il passare degli anni tende a diventare di colore bianco, è un fenomeno naturale causato dalla totale perdita dello scambio enzimatico tra la TIROSINA e i MELANOCITI di una unità pilare.

Solitamente i capelli bianchi cominciano tra i 30 e i 40 anni, ma può verificarsi un invecchiamento precoce del capello a causa di problemi metabolici, ossidativi, nutritivi e psicologici.

In India, dove la medicina ayurvedica lavora molto sulla prevenzione, si utilizzano miscele di erbe ricche di antiossidanti e sali minerali che aiutano a ringiovanire pelle e capelli e a ritardare la comparsa dei capelli bianchi, in alcuni casi è documentata anche una inversione del processo, i nuovi capelli nascono nuovamente colorati.

Capelli belli

per mantenere belli e sani i capelli è importante evitare di stressarli troppo con stimoli meccanici, come spazzole non adatte strappa capelli o elastici stretti; stimoli termici come piastre, ferro arriccia capelli e chimici come decolorazioni, permanenti, tinture aggressive.

È importante pulire il cuoio capelluto con detergenti delicati, derivanti da cocco, grano, patata, zucchero, che lavano senza togliere il film idrolipidico, che protegge tutto il capello.

Durante lo shampoo è bene massaggiare a lungo il cuoio capelluto sia per ossigenarlo, sia per rimuovere in modo accurato polvere, smog, sebo, sudore e forfora. Anche il risciacquo è fondamentale, per eliminare ogni impurità e residuo e lasciare i capelli puliti e luminosi.

Le nonne raccomandavano sempre di fare l’ultimo risciacquo con acqua e aceto o succo di limone, perchè i capelli diventavano più lucidi e questo è vero, in quanto sia l’aceto che il limone sono acidi e aiutano il capello a richiudere le cuticole, rendendolo liscio e lucente.

cuticole

Oggi un buon balsamo a ph acido, magari con burro di karitè, olio di semi di lino, olio di argan o olio di cocco, che sono nutrienti e lucidanti, possono sostituire questo rimedio casalingo, apportando anche maggiore morbidezza e protezione al capello.

15 CONSIGLI PER CAPELLI BELLI

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Ecco alcuni consigli che possono risultare utili per avere capelli belli e sani .

  1. massaggiare tutti i giorni il cuoio capelluto, possibilmente con una lozione anticaduta o una goccia di olio essenziale di rosmarino verbenone, se perdiamo i capelli; olio essenziale di limone se sono grassi; olio essenziale di tea tree se c’è forfora o prurito; olio essenziale di ylang-ylang se sono secchi. Anche durante il lavaggio è bene massaggiare il cuoio capelluto lentamente e a lungo, per fare penetrare bene i principi attivi dello shampoo, per eliminare le tossine del cuoio capelluto e per stimolare la circolazione.

  2. Risciacquare bene i capelli con acqua fredda, per chiudere le cuticole e rendere più brillanti i capelli.

  3. Evitare l’eccessiva esposizione solare e proteggere i capelli dalle radiazioni UV, è bene usare cappelli, bandane, spray per capelli specifici e oli protettivi anti UV. Importante anche proteggere i capelli dall’inquinamento con spray specifici protettivi da dare prima dell’asciugatura, sui capelli umidi.

  4. Avere un’alimentazione corretta ed equilibrata ricca di semi oleosi come sesamo, zucca, girasole; frutta secca come mandorle, noci; cereali come miglio e avena; frutta, verdura, radici, ricchi di sali minerali come il ferro e altri alimenti ricchi di proteine come i legumi. È opportuno bere 1,5-2 litri di acqua al giorno e assumere degli integratori specifici una o due volte l’anno durante il cambio stagione.

  5. Spuntare regolarmente i capelli per eliminare le doppie punte e le parti rovinate.

  6. Fare impacchi con oli nutrienti pre shampoo come jojoba (seboriequilibrante, idratante, ristrutturante); avocado (nutriente); cocco (lucidante, anticrespo); macadamia (nutriente, elasticizzante); zucca (utile per la caduta dei capelli); canapa (ricco di omega 3 per evitare la rottura del capello).

  7. Evitare di usare spesso piastre, ferro, phon troppo caldo che seccano il capello e lo stressano. È importante usare dei prodotti specifici prima di usare questi strumenti. Evitare anche di usare ferro o piastre sui capelli umidi.

  8. Non fare troppi trattamenti aggressivi ai capelli come tinture, permanenti, decolorazioni.

  9. Cambiare spazzole e pettini in base all’utilizzo. Da bagnati, è bene districare i capelli con un pettine a denti larghi in plastica o legno (antistatico). Da asciutti, è meglio scegliere una spazzola in legno e gomma. È importante lavare una volta a settimana le spazzole e i pettini per evitare che rimangano sebo, forfora e impurità.

  10. È meglio spazzolare i capelli prima di fare lo shampoo per districarli senza stress, da bagnati sono più delicati, è ottimo usare un pettine a denti larghi possibilmente di legno.

  11. Attenzione alle acconciature troppo strette, che possono creare tensione al cuoio capelluto (avete mai provato dolore al cuoio capelluto? ) e col tempo creare zone di alopecia, attenzione anche alle forcine di metallo, elastici, fermagli che possono danneggiare i capelli.

  12. Dopo aver lavato i capelli, è bene tamponarli con l’asciugamano e non strofinarli per evitare l’effetto crespo, ottimo il turbante in microfibra.

  13. Usare la lacca o altri spray fissanti solo dopo il curling (arricciare i capelli) o la stiratura.

  14. Evitare di cotonare spesso i capelli, il movimento dalle punte alle radici tende a spezzare i capelli.

  15. Le doppie punte non si richiudono, vanno eliminate con il taglio ed è importante la prevenzione, nutrendo il capello ogni volta che viene lavato, prima di asciugarlo, con sieri, oli o gel specifici ristrutturanti.

LA PERDITA DEI CAPELLI

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La caduta dei capelli è normale fino a 100 capelli al giorno per le chiome più folte. Tipicamente la primavera e l’autunno sono i 2 periodi dove si ha una maggiore caduta dei capelli, ma anche in seguito a forti stress, dimagrimenti rapidi, squilibri ormonali si può avere un effluvio eccessivo.

Se la caduta dei capelli si protrae nel tempo, fino a cominciare a vedere un diradamento dei capelli, è meglio correre ai ripari, anche con una visita specifica da un tricologo. Consigliati anche esami del sangue completi con un occhio particolare al ferro (emocromo completo) e alla tiroide.

Sfatiamo un mito

tagliare i capelli non li rinforza, non ha nessuna influenza sulla loro caduta o ricrescita. Il taglio permette di eliminare la parte danneggiata dei capelli, doppie punte, capelli sfibrati, può alleggerire la capigliatura dando più volume a colpo d’occhio, ma non influisce ne positivamente ne negativamente sul bulbo. I capelli più corti sono più gestibili anche come pulizia del cuoio capelluto e come minor tempo di fonatura, permettendo di stressare meno il capello.

Il lavaggio

lavare i capelli

lavare i capelli più volte alla settimana non influisce sulla caduta dei capelli. I capelli che ritroviamo nel lavandino, doccia e spazzola dopo lo shampoo, sono i capelli già nella fase “telogen”, quindi in caduta libera !

Lavare i capelli permette invece di pulire bene il cuoio capelluto portando non solo maggiore ossigenazione, grazie al massaggio, ma anche di liberare i follicoli da sebo e impurità, permettendo loro una migliore nutrizione.

La forfora, per esempio, può essere causa di caduta dei capelli, lavare più spesso la testa permette di mantenere il cuoio capelluto più pulito, inoltre è bene utilizzare dei trattamenti antiforfora specifici, più attivi proprio dopo il lavaggio.

Caduta e prurito, sono collegati ?

La forfora e il sebo in eccesso possono causare prurito sul cuoio capelluto, disagio che può portare anche a graffi ed escoriazioni, se ci mettiamo a grattare insistentemente la testa.

Il prurito può essere causato da uno squilibrio di pH (tinture, permanenti, prodotti sbagliati e aggressivi per i capelli e il cuoio capelluto), da allergie ad alimenti o a prodotti chimici, dall’inquinamento atmosferico, polveri, ma anche da un lievito (fungo) che vive sul nostro cuoio capelluto e si chiama Malassezia (Pityrosporum ovale).

La Malassezia può portare non solo a problemi di forfora, ma anche dermatite seborroica e follicoliti. Si ciba degli acidi grassi del sebo della nostra cute e in alcuni casi si riproduce oltre misura, causandoci danni, per esempio nei cambi climatici, quando c’è molto umido (autunno), durante i cambi ormonali come pubertà / adolescenza, ma anche a causa di predisposizioni personali, per esempio in persone che producono molto sebo.

In questo caso è bene utilizzare prodotti a base di oli essenziali come Tea Tree, Lavanda, Limone, Rosmarino (verbenone) che hanno proprietà dermopurificanti e sono indicate per contrastare la forfora, così come lo Zinco piritione, ottimo antimicotico e antibatterico utilizzato solitamente negli shampoo.

Anche l’olio di Ribes nero è indicato per contrastare il prurito, utilissimo prima dello shampoo, da massaggiare sul cuoio capelluto e da tenere in posa almeno 15-20 minuti.

Anche lo stress può causare prurito e perdita di capelli, in questo caso oltre a lavorare sui capelli è importante lavorare sul rilassamento, sia con l’aromaterapia che con lo yoga o altre discipline olistiche.

Un cuoio capelluto sporco, con un eccesso di sebo e forfora sicuramente inciderà anche sulla caduta dei capelli, in quanto soffocano il bulbo e diminuiscono l’assorbimento dei nutrienti importanti per la salute del capello. Meglio lavarsi i capelli appena si avverte la sensazione di prurito al cuoio capelluto, in modo da avere il bulbo libero di ossigenarsi. Non fa male lavarsi spesso i capelli, dipende dal prodotto che si usa e da come si asciugano i capelli.

forfora

La predisposizione genetica

la predisposizione alla calvizie ha una componente ereditaria, soprattutto per quanto riguarda i maschi. Però non esiste la certezza che il discendente di una famiglia di calvi debba per forza esserlo, potrebbe non avere nemmeno il diradamento, così come una persona che discenda da una famiglia di “capelloni”.

È bene però, che una persona che discende da una famiglia di calvi, si tenga monitorato, facendo prevenzione, alimentandosi correttamente, facendo eventuali controlli appena il diradamento appare.

La calvizie, tipica maschile, non è causata dal testosterone direttamente, ma da un enzima (la 5-alfa reduttasi) che è responsabile della conversione del testosterone in DHT, un altro ormone.

La perdita dei capelli è quindi generata da un’eccessiva e alterata produzione di DHT da parte della 5-alfa reduttasi che si traduce nell’ ALOPECIA ANDROGENETICA.

DHT

Fumo e alcool nemici dei capelli

studi recenti hanno dimostrato che il fumo aumenta il rischio di caduta dei capelli e calvizie.

Anche l’alcool, soprattutto se abusato, è una concausa dell’indebolimento dei capelli e della loro caduta prematura. Questo perchè l’alcool crea danni al fegato, che a sua volta è interessto nel metabolismo degli amminoacidi che formano la cheratina.

Cosmetici attivi e biologici, prevenzione, vita più sana, con alimentazione corretta ricca di antiossidanti, senza fumo e con uso moderato di alcool, contribuiscono a prevenire e a rallentare la caduta dei capelli.

SEGUE…..